Pubblicati da Redazione

VIDEO – Cinzia Sciuto, Non c’è fede che tenga

In questo video, Cinzia Sciuto presenta il suo libro: Non c’è fede che tenga sito da Feltrinelli. Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi.

T. Morton, Iperoggetti. Filosofia ed ecologia dopo la fine del mondo, Nero 2018

A partire dal titolo Un terremoto nell’Essere dell’introduzione alla sua opera Iperoggetti (2013), Morton presenta una nuova classe ontologica di oggetti, con cui la filosofia è chiamata a confrontarsi oggi nel dibattito ecologico, ontologico e politico, «che consiste in primo luogo nel precedere il pensiero» di fronte all’urgenza del riscaldamento climatico.

S. Audier, Il socialismo liberale (a cura di Francesco Postorino), Mimesis 2018

La recente traduzione italiana del libro di Serge Audier, Le socialisme libéral, sollecitata negli ultimi anni da vari studiosi di sensibilità progressista, contribuisce ad arricchire il dibattito culturale sulla crisi della nostra sinistra e, allo stesso tempo, offre buoni suggerimenti per una sua rinascita. Audier chiarisce fin da subito le sue finalità: prima fra tutte l’esigenza di far conoscere una tradizione che è nata, si è diffusa ed intrecciata nel panorama teorico-politico occidentale in maniera complessa.

E. Caramazza, Silenzio a Praga, Moretti & Vitali 2017.

Nel libro Silenzio a Praga di Elena Caramazza si presentano, sin dalle prime frasi, dei grandi spunti di riflessione su tematiche esistenziali, immerse in una cornice storia ben delimitata e intrisa del punto di vista dell’autrice. Il vento e la volontà di cambiamento che invadono la Polonia, la speranza di un mondo fondato sull’uguaglianza e sulla giustizia, tristemente infranta da una Russia violenta, sono alla base di un susseguirsi instancabile di temi quali la libertà, la paura, la lotta per un’ideale, la lotta per un popolo, il valore dell’esistenza.

La cittadinanza – Statuti di appartenenza e modelli di governo nel mondo antico e romano

La disciplina della appartenenza giuridica delle persone ad una collettività statuale ha ricevuto da sempre generale attenzione. È una costante di qualunque ordinamento. L’ha ricevuta tuttavia in modalità concrete non uniformi. La connotava, in antico, uno statuto distintivo. Non coincideva (o almeno: poteva non coincidere) con l’essere parte del sostrato personale della collettività umana alla quale ciascuno di quegli ordinamenti dava configurazione. E soprattutto dipendeva molto dal fatto che questo fosse orientato o meno a principi di autogoverno.

H. Skovoroda, Narciso. Discussioni sul tema: conosci te stesso. Apice Libri, 2017.

Hryhorij Skovoroda  è l’autore di questa rappresentazione teatrale del XVIII secolo ed è considerato l’ultimo esponente del barocco ucraino e fondatore della filosofia dell’Europa orientale. Il suo pensiero infatti influenzò molti intellettuali dell’est, tra tutti Dostoevskij e Tolstoj. La sua filosofia è impregnata di neoplatonismo e di teologia cristiana e ortodossa, tanto che uno degli aspetti più interessanti della sua poetica risiede nel fatto di costituire un ponte tra le due tradizioni spirituali cristiano-europee: quella latino-cattolica e quella greco-ortodossa. I riferimenti neoplatonici sono evidenti nei temi metafisici e nella dimensione etica dell’uomo, mentre i legami tra le due Chiese cristiane emergono chiaramente fin dal prologo: Skovoroda cita la teologia del cuore ortodossa, per cui “ognuno è il cuore che ha dentro di sé”.

Voler vivere nella dignità

In questo denso articolo, Fathi Triki presenta la filosofia del vivere-insieme che lo ha reso celebre nelle università di tutta Europa. Le sue riflessioni partono dall’esperienza diretta della recente rivoluzione tunisina, in cui giovani e adulti, uomini e donne, a rischio di punizioni, torture e morte, hanno lottato per il diritto a “ vivere nella dignità”. Recuperando la visione aristotelica dell’uomo come “animale sociale”, passando per la filosofia comunitaria di Hannah Arendt, Triki mette di nuovo al centro del dibattito filosofico il vivere-insieme come fondamento esistenziale ed essenziale per ogni essere umano, oggi minacciato dal contesto economico, sociale e tecnologico che tende a svalutarlo in nome di processi di individualizzazione sempre più pressanti e totalizzanti.

Lineamenti epistemologici all’interno delle Scienze umane. Una riflessione a partire dalla teoria dei sistemi autopoietici

Il presente lavoro introduce un modello d’analisi detto a “influssi perturbativi” basato sui principi statistici di associazione e di correlazione.
Nello specifico, in riferimento alla teoria dei sistemi autopoietici vengono definiti i seguenti punti:
l’osservazione è sempre un atto parziale, relative e unico;
l’osservatore definisce il confine del fenomeno da analizzare;
il processo di distinzione, può essere descritto come un’operazione matematica, che conduce ad identificare un fenomeno in termini di variabili quantificabili, analizzabili statisticamente.
Parole chiave:mentalità sociale, cultura, osservazione, autopoiesi, teoria dei sistemi.

Donne, cittadinanza e creazione in Tunisia

La pratica delle arti visive è una forma di resistenza contro l’uniformazione delle rappresentazioni della donna musulmana. Attraverso le virtù dell’immagine, l’arte diventa un mezzo per sottrarsi alle assuefazioni percettive.
Funziona come un processo di liberazione, per la sua dimensione che è al tempo stesso imprevedibile e instauratrice di un nuovo significato. La creazione che introduce non è solo dell’ordine dell’immaginario, ma un’iscrizione della diversità nell’esperienza dello “stesso”. Disfare una certa immagine tradizionale è cercare di liberarsi dai codici e dalle fossilizzazioni che incombono su ogni designazione e ogni identificazione.

La lotta tra insicuri (È venuto il momento della disobbiedenza civile)

In questi concitati giorni di scontri istituzionali (a livello europeo e interno al nostro paese) sulla gestione dei flussi migratori e sul soccorso in mare dei naufraghi, non è possibile ragionare solo “con la pancia” e orecchiando slogan e grida.
I cosiddetti “sovranisti” che si trovano uniti nell’affermare la priorità degli interessi nazionali perimetrati dai confini geografici, non si trovano poi d’accordo su una politica migratoria che presupponga un sia pur minimo concerto tra paesi appartenenti allo stesso continente.