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“Costruire e abitare” in Giorgio Agamben

Lo scorso 7 dicembre Giorgio Agamben in qualità di ospite d’eccezione ha tenuto una conferenza sul tema “Costruire e abitare” in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di Dottorato in Scienze dell’Architettura dell’Università La Sapienza. Interessante risulta l’invito stesso fatto al filosofo, suggerendo come l’architettura non sia una scienza puramente tecnica bensì un’attività che custodisce la dimensione dell’umano.

S. Žižek, Benvenuti nel deserto del reale, Meltemi, Milano, 2017

il terrorismo? Davvero, come dice Esposito, i filosofi sembrano non averlo mai pensato adeguatamente? Recentemente ripubblicato da Meltemi Editore, “Benvenuti nel deserto del reale” di Slavoj Žižek rappresenta un’occasione quanto mai fertile per poterci confrontare in maniera problematica con un avvenimento con cui siamo ancora oggi, a distanza di 7 anni, costretti a fare i conti. Nonostante una produzione bibliografica sempre più fitta, l’evento storico che segna traumaticamente l’ingresso nel XXI secolo resta per Žižek incompreso. Scritto e concepito come “saggio d’occasione” (a partire da un pamphlet uscito in Germania, a sua volta derivato da un intervento apparso in Internet), “Benvenuti nel deserto del reale” è un testo allo stesso tempo compatto e estremamente coraggioso dal punto di vista speculativo per la vastità dei riferimenti filosofici e culturali che mette in gioco.

Il cittadino lavoratore e lo Stato costituzionale

Angelo Costanzo chiarisce il rapporto tra l’essere cittadino e il “diritto al lavoro” nello Stato costituzionale moderno, denunciando a chiare lettere il momento di crisi che stiamo vivendo a causa del prevalere, sempre più opprimente, dell’economia sulla politica.Le Costituzioni europee tendono a contemperare il funzionamento del mercato con la tutela delle persone e dell’utilità sociale, ma solo quella italiana considera con sincerità l’astrattezza dell’uguaglianza solo formale e mira a rimuovere le condizioni che ostacolano la pari dignità sociale (art. 3.2).

La spazialità: un filo rosso nel pensiero heideggeriano

La VII uscita di Pagine Heideggeriane ospita un saggio di Francesca Greco, dottoranda ad Hildesheim il cui ambito di ricerca e’ costituito dal tema della negatività e della spazialità nel confronto tra la riflessione di Martin Heidegger e quella di Kitarō Nishida. L’autrice ricostruisce la formazione del concetto di spazio nella meditazione heideggeriana individuando nella topologia del Dasein la prima manifestazione dell’essenza della spazialita’, per poi declinarla attraverso le varie svolte che avvengono nel pensiero dell’autore.

Femminismo e femminismi. Culture, luoghi e problematiche

Come suggerisce il titolo, lo spirito trainante del presente studio collettivo intende affrontare la questione di genere come problematica trasversale analizzata attraverso una pluralità di posizioni teoriche che investono ambiti spazio-temporali diversi. La parola “femminismo” è infatti complessa, stratificata, densissima. Per farne un’analisi occorre in prima istanza intraprendere un percorso che viaggi alla ricerca dei vari nuclei tematici che la compongono, delle costellazioni di significato attraverso cui essa si articola; in secondo luogo è necessario tener conto, tracciando una mappa topologica, delle diverse regioni coinvolte, certamente distinte tra loro, ma interconnesse e complementari.

VIDEO – Cinzia Sciuto, Non c’è fede che tenga

In questo video, Cinzia Sciuto presenta il suo libro: Non c’è fede che tenga edito da Feltrinelli. Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi.

T. Morton, Iperoggetti. Filosofia ed ecologia dopo la fine del mondo, Nero 2018

A partire dal titolo Un terremoto nell’Essere dell’introduzione alla sua opera Iperoggetti (2013), Morton presenta una nuova classe ontologica di oggetti, con cui la filosofia è chiamata a confrontarsi oggi nel dibattito ecologico, ontologico e politico, «che consiste in primo luogo nel precedere il pensiero» di fronte all’urgenza del riscaldamento climatico.

S. Audier, Il socialismo liberale (a cura di Francesco Postorino), Mimesis 2018

La recente traduzione italiana del libro di Serge Audier, Le socialisme libéral, sollecitata negli ultimi anni da vari studiosi di sensibilità progressista, contribuisce ad arricchire il dibattito culturale sulla crisi della nostra sinistra e, allo stesso tempo, offre buoni suggerimenti per una sua rinascita. Audier chiarisce fin da subito le sue finalità: prima fra tutte l’esigenza di far conoscere una tradizione che è nata, si è diffusa ed intrecciata nel panorama teorico-politico occidentale in maniera complessa.

E. Caramazza, Silenzio a Praga, Moretti & Vitali 2017.

Nel libro Silenzio a Praga di Elena Caramazza si presentano, sin dalle prime frasi, dei grandi spunti di riflessione su tematiche esistenziali, immerse in una cornice storia ben delimitata e intrisa del punto di vista dell’autrice. Il vento e la volontà di cambiamento che invadono la Polonia, la speranza di un mondo fondato sull’uguaglianza e sulla giustizia, tristemente infranta da una Russia violenta, sono alla base di un susseguirsi instancabile di temi quali la libertà, la paura, la lotta per un’ideale, la lotta per un popolo, il valore dell’esistenza.

La cittadinanza – Statuti di appartenenza e modelli di governo nel mondo antico e romano

La disciplina della appartenenza giuridica delle persone ad una collettività statuale ha ricevuto da sempre generale attenzione. È una costante di qualunque ordinamento. L’ha ricevuta tuttavia in modalità concrete non uniformi. La connotava, in antico, uno statuto distintivo. Non coincideva (o almeno: poteva non coincidere) con l’essere parte del sostrato personale della collettività umana alla quale ciascuno di quegli ordinamenti dava configurazione. E soprattutto dipendeva molto dal fatto che questo fosse orientato o meno a principi di autogoverno.