Pubblicati da Redazione

La spazialità: un filo rosso nel pensiero heideggeriano

La VII uscita di Pagine Heideggeriane ospita un saggio di Francesca Greco, dottoranda ad Hildesheim il cui ambito di ricerca e’ costituito dal tema della negatività e della spazialità nel confronto tra la riflessione di Martin Heidegger e quella di Kitarō Nishida. L’autrice ricostruisce la formazione del concetto di spazio nella meditazione heideggeriana individuando nella topologia del Dasein la prima manifestazione dell’essenza della spazialita’, per poi declinarla attraverso le varie svolte che avvengono nel pensiero dell’autore.

Femminismo e femminismi. Culture, luoghi e problematiche

Come suggerisce il titolo, lo spirito trainante del presente studio collettivo intende affrontare la questione di genere come problematica trasversale analizzata attraverso una pluralità di posizioni teoriche che investono ambiti spazio-temporali diversi. La parola “femminismo” è infatti complessa, stratificata, densissima. Per farne un’analisi occorre in prima istanza intraprendere un percorso che viaggi alla ricerca dei vari nuclei tematici che la compongono, delle costellazioni di significato attraverso cui essa si articola; in secondo luogo è necessario tener conto, tracciando una mappa topologica, delle diverse regioni coinvolte, certamente distinte tra loro, ma interconnesse e complementari.

VIDEO – Cinzia Sciuto, Non c’è fede che tenga

In questo video, Cinzia Sciuto presenta il suo libro: Non c’è fede che tenga edito da Feltrinelli. Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi.

T. Morton, Iperoggetti. Filosofia ed ecologia dopo la fine del mondo, Nero 2018

A partire dal titolo Un terremoto nell’Essere dell’introduzione alla sua opera Iperoggetti (2013), Morton presenta una nuova classe ontologica di oggetti, con cui la filosofia è chiamata a confrontarsi oggi nel dibattito ecologico, ontologico e politico, «che consiste in primo luogo nel precedere il pensiero» di fronte all’urgenza del riscaldamento climatico.

S. Audier, Il socialismo liberale (a cura di Francesco Postorino), Mimesis 2018

La recente traduzione italiana del libro di Serge Audier, Le socialisme libéral, sollecitata negli ultimi anni da vari studiosi di sensibilità progressista, contribuisce ad arricchire il dibattito culturale sulla crisi della nostra sinistra e, allo stesso tempo, offre buoni suggerimenti per una sua rinascita. Audier chiarisce fin da subito le sue finalità: prima fra tutte l’esigenza di far conoscere una tradizione che è nata, si è diffusa ed intrecciata nel panorama teorico-politico occidentale in maniera complessa.

E. Caramazza, Silenzio a Praga, Moretti & Vitali 2017.

Nel libro Silenzio a Praga di Elena Caramazza si presentano, sin dalle prime frasi, dei grandi spunti di riflessione su tematiche esistenziali, immerse in una cornice storia ben delimitata e intrisa del punto di vista dell’autrice. Il vento e la volontà di cambiamento che invadono la Polonia, la speranza di un mondo fondato sull’uguaglianza e sulla giustizia, tristemente infranta da una Russia violenta, sono alla base di un susseguirsi instancabile di temi quali la libertà, la paura, la lotta per un’ideale, la lotta per un popolo, il valore dell’esistenza.

H. Skovoroda, Narciso. Discussioni sul tema: conosci te stesso. Apice Libri, 2017.

Hryhorij Skovoroda  è l’autore di questa rappresentazione teatrale del XVIII secolo ed è considerato l’ultimo esponente del barocco ucraino e fondatore della filosofia dell’Europa orientale. Il suo pensiero infatti influenzò molti intellettuali dell’est, tra tutti Dostoevskij e Tolstoj. La sua filosofia è impregnata di neoplatonismo e di teologia cristiana e ortodossa, tanto che uno degli aspetti più interessanti della sua poetica risiede nel fatto di costituire un ponte tra le due tradizioni spirituali cristiano-europee: quella latino-cattolica e quella greco-ortodossa. I riferimenti neoplatonici sono evidenti nei temi metafisici e nella dimensione etica dell’uomo, mentre i legami tra le due Chiese cristiane emergono chiaramente fin dal prologo: Skovoroda cita la teologia del cuore ortodossa, per cui “ognuno è il cuore che ha dentro di sé”.

Voler vivere nella dignità

In questo denso articolo, Fathi Triki presenta la filosofia del vivere-insieme che lo ha reso celebre nelle università di tutta Europa. Le sue riflessioni partono dall’esperienza diretta della recente rivoluzione tunisina, in cui giovani e adulti, uomini e donne, a rischio di punizioni, torture e morte, hanno lottato per il diritto a “ vivere nella dignità”. Recuperando la visione aristotelica dell’uomo come “animale sociale”, passando per la filosofia comunitaria di Hannah Arendt, Triki mette di nuovo al centro del dibattito filosofico il vivere-insieme come fondamento esistenziale ed essenziale per ogni essere umano, oggi minacciato dal contesto economico, sociale e tecnologico che tende a svalutarlo in nome di processi di individualizzazione sempre più pressanti e totalizzanti.

Lineamenti epistemologici all’interno delle Scienze umane. Una riflessione a partire dalla teoria dei sistemi autopoietici

Il presente lavoro introduce un modello d’analisi detto a “influssi perturbativi” basato sui principi statistici di associazione e di correlazione.
Nello specifico, in riferimento alla teoria dei sistemi autopoietici vengono definiti i seguenti punti:
l’osservazione è sempre un atto parziale, relative e unico;
l’osservatore definisce il confine del fenomeno da analizzare;
il processo di distinzione, può essere descritto come un’operazione matematica, che conduce ad identificare un fenomeno in termini di variabili quantificabili, analizzabili statisticamente.
Parole chiave:mentalità sociale, cultura, osservazione, autopoiesi, teoria dei sistemi.

Donne, cittadinanza e creazione in Tunisia

La pratica delle arti visive è una forma di resistenza contro l’uniformazione delle rappresentazioni della donna musulmana. Attraverso le virtù dell’immagine, l’arte diventa un mezzo per sottrarsi alle assuefazioni percettive.
Funziona come un processo di liberazione, per la sua dimensione che è al tempo stesso imprevedibile e instauratrice di un nuovo significato. La creazione che introduce non è solo dell’ordine dell’immaginario, ma un’iscrizione della diversità nell’esperienza dello “stesso”. Disfare una certa immagine tradizionale è cercare di liberarsi dai codici e dalle fossilizzazioni che incombono su ogni designazione e ogni identificazione.