Pubblicati da Gianfranco Macrì

SOTTO L’OMBRELLO DELLA COSTITUZIONE: LA VOCE DELLE DIFFERENZE

La Carta fondamentale della Repubblica può essere raffigurata come un ombrello le cui falde rappresentano un sistema protettivo finalizzato a soccorre, all’occorrenza, le diverse soggettività in essa richiamate. Saggiamente la Costituzione non utilizza categorie semantiche stringenti (modalità “catalogo”), e quando lo fa, la ragione dipende dalla necessità di dover rispondere a specifiche situazioni non generalizzabili. Diciamo, allora, che la forza di una qualsiasi Costituzione (specie di quelle scaturite dalle grandi rivoluzioni liberali settecentesche poi “rigenerate” e “arricchite” nel secondo dopoguerra) risiede nella capacità di “prevedere” cosa accadrà nel futuro, e dei loro autori (i “padri costituenti”) di presentarsi come i depositari, oltre che di competenze tecniche, anche di qualità straordinarie (“numinose”). E in effetti, a pensarci bene – e circoscrivendo il discorso all’esperienza italiana – come potremmo definire quelle persone (uomini e donne) che dopo la tragedia della seconda guerra mondiale – ognuna con esperienze di vita diverse, tutte segnate dalla tragedia del fascismo e dalla guerra di liberazione – hanno deciso di mettere da parte il loro “privato” pur di ridare al paese la speranza, partendo dal ripristino della democrazia?

La religione della libertà. Riflessioni su Carlo Azeglio Ciampi

Il saggio analizza alcuni tratti del pensiero e dell’azione di Carlo Azeglio Ciampi, recentemente scomparso. E lo fa rileggendo alcuni passaggi della sua tesi di laurea sulla libertà di religione. Attento osservatore, e partecipe impegnato, della nuova Italia dopo la tragedia della guerra e del fascismo, egli è stato un protagonista di prima grandezza della costruzione di una politica aperta e pluralista, funzionale alla (ancora attesa!) affermazione oggettiva di una laicità moderna.

Multiculturalismo e dialogo interreligioso Brevi considerazioni di natura giuridica

Una delle problematiche del tempo presente è quella della convivenza nello spazio pubblico di culture religiose diverse. Occorre chiedersi cosa la politica è disposta a fare e quanto il diritto (come prodotto della prima) è in grado di allestire in termini di giusta e coerente affermazione di una legalità costituzionale di matrice europea.

Il futuro della libertà religiosa: brevi note in tema di questione islamica e laicità dello spazio pubblico

La “questione” islamica rappresenta una grande occasione per ridiscutere i fondamenti della libertà religiosa in Italia e in Europa. ovviamente cielo chi la pensa diversamente e vede nella religione praticata dai musulmani un pericolo per la cristianità e l’occidente. Dal nostro punto di vista (di chi vede “vantaggi” nel perimetro dell’interculturalità) sarà importante verificare nel prossimo futuro come il diritto (e la politica) sapranno reagire di fronte a questa “novità” e quale assetto ne scaturirà affinché la religiosità, come fatto sociale, possa affermare la sua portata espansiva della personalità umana.

Il futuro della libertà religiosa

Oggi la libertà religiosa si presenta come un “circuito” di regole sempre più determinate dalla interconnessione tra livelli politico-ordinamentali diversi (dalla dimensione locale a quella globale). Il futuro della libertà religiosa (o “delle” libertà religiose) è “appeso” al grado di massima integrazione tra sistemi di regole “multilivello” la cui caratteristica non potrà non essere quella della “apertura” e della flessibilità.

M. Ventura, Creduli e credenti. Il declino di Stato e Chiesa come questione di fede, Torino, Einaudi, 2014.

Questa premessa serve, nelle intenzioni dello scrivente, ad “apparecchiare” il complesso e affascinante ragionamento che Marco Ventura svolge nel suo Creduli e credenti. Il declino di Stato e Chiesa come questione di fede (Einaudi, 2014). Un libro, scritto sì da un giurista pubblicista, ma destinato anche a una platea di lettori che va ben oltre la cerchia ristretta dei cultori del diritto pubblico e dello stesso diritto canonico (materia che l’Autore insegna, insieme a diritto e religione, nelle università di Lovanio e Siena), in quanto la trama che attraversa sottilmente l’opera esprime una sensibilità culturale parecchio elastica, espressiva di un bagaglio di conoscenze proprie di chi ha saputo affinare nel tempo l’osservazione della realtà senza farsi sedurre da finzioni precostituite e alla ricerca di “alternative” integratrici del discorso sulla libertà e sulle sue istituzioni: lo Stato, il mercato, la democrazia, la scienza, etc.

La “rivoluzione dell’Islam” inizia dalle donne

Riproponiamo questo interesante studio di Gianfranco Macrì sulla questione femminile interna all’Islam e ai paesi di cultura islamica. L’autore tratta una tematica ricca di fascino, interessante per i suoi risvolti ermeneutici, e che consente di cogliere – e dunque “mettere in forma” – l’intera procedura discorsiva che l’attivismo di molte e variegate organizzazioni femminili hanno dispiegato e continuano a dispiegare nei diversi contesti pubblici, al fine di persuadere (soprattutto) quella ampia fetta di opinione pubblica occidentale (studiosi, gente comune, politici, etc.) incredula circa la capacità di giungere ad sovvertimento delle «narrazioni patriarcali sul ruolo della donna nell’Islam».

Laicità come principio giuridico e Costituzione

 1. Una riflessione sul carattere giuridico della laicità, all’interno di una società dinamica e multiculturale qual è quella italiana, richiede di essere affrontata partendo dalle coordinate di natura costituzionale che la «categoria» in esame presuppone (libertà, uguaglianza, dignità, solidarietà, autodeterminazione) in quanto, solo la “traduzione” pratica di queste pre-ferenze – funzionale alla ricerca delle soluzioni […]