Pubblicati da Paolo Quintili

La comunicazione senza comunità. Brevi considerazioni sul senso dimidiato di una parola

Occorrerebbe, a nostro avviso, avviare a livello intellettuale e culturale una nuova «Costituente» democratica del sapere e dell’agire politico (e non solo «comunicativo»), che crei un nuovo spazio dell’opinione pubblica al riparo dai processi di svuotamento della comunicazione dei suoi elementi essenziali, considerati sopra nella loro storia concettuale e teorica. È un compito, tuttavia, che va ben al di là di una semplice discussione filosofica, e dovrebbe coinvolgere forze culturali e politiche alternative, d’opposizione all’attuale establishment, e soggetti della società civile attivi nel campo dell’informazione e della stessa comunicazione. La filosofia, in quanto pensiero critico, e la sua storia, devono restare comunque il punto di riferimento ineliminabile: il cuore, il motore e il principio attivo di questa futura Costituente.

Cittadinanza e diritti umani

Il concetto di «cittadinanza», così come lo concepiamo ai giorni nostri, è il risultato di un lungo periplo storico razionale/irrazionale: la parola «cittadino» esisteva già da molto tempo, ma fino al termine del XVIII secolo non esisteva ancora la “qualità” della cosa, vale a dire l’universalità della cosa. Sinonimo comune di questo termine, nell’epoca in cui è stato coniato, nel XVIII secolo, è nazionalità.

VIDEO – I valori dell’illuminismo: colloquio tra Robert Louden e Paolo Quintili

Il presente dialogo tra Quintili e Louden, ponendosi nel solco del pensiero kantiano, tenta di offrire una risposta alla risorgenza della religione, o delle “fedi religiose” nelle sue componenti irrazionalistiche ed entusiastiche . Intorno ad esse, richiamandosi ai valori propri dell’illuminismo, si intende ricostruire le fondamenta di una “ragione illuminata” e secolarizzata ( “la ragione deve essere la nostra fede”) che possa fungere da principio guida alla comprensione dell’altro (soprattutto se appartenente a una differente cultura e tradizione linguistica). Aprire uno spazio di dialogo tra le differenti interpretazioni di fede vuol dire recuperare un messaggio universale di eguaglianza e di “fratellanza” che leghi insieme tutti gli uomini.

Il vero Ottantanove – Alle fonti dei «diritti dell’uomo» e della «laicità»

All’interno di questa attitudine, riconosciuta tale anche da Michel Foucault, esistono sempre tre «sfere» della libertà di coscienza dell’individuo, piuttosto che le due tradizionalmente riconosciute: 1 / la «temporale», legata alla storia, e 2/ la «spirituale», legata alle convinzioni metafisiche di appartenenza (comunitaria) di ciascuno, alle credenze. La terza sfera, la più importante, è 3/ «la sfera privata e personale che l’individuo è il solo a gestire, senza che nessuno vi trovi niente da ridire». Il problema della laicità si connette all’esercizio e all’attività di questa terza sfera. Come dunque la sfera dell’intimità personale del credere, che non si può aggirare, può costituirsi, senza venire schiacciata dalle altre due, in un ambiente geo-storico dato?

Quale «Illuminismo»? Ragione, diritto d’esistenza e movimenti sociali

Il dibattito sollevato sulle pagine del quotidiano italiano «La Repubblica», nell’ormai lontano 2000 – dunque prima del 11/09/01 – sull’Illuminismo e la necessità di «nuovi Lumi» per il nostro tempo ha avuto una discreta risonanza non sui soli media, portando infine all’edizione del libretto a cura di E. Scalfari, Attualità dell’Illuminismo, Roma-Bari, Laterza, 2001. Dalla […]

Penisola, arcipelago, deterritorializzazione. Dove va il filosofare italiano?

  La natura storica della filosofia italiana si è divisa, da tempo, tra “deterritorializzazione” (R. Esposito) e “universalizzazione”. La storia della frammentazione dei comuni, all’epoca del Basso Medioevo prima e il destino delle divisioni interne, nonché della sottomissione a potenze straniere, dopo, ha fatto dell’Italia, anche dal punto di vista filosofico, un terreno di continue […]