Da Marcel Duchamp alla Playboy Art Gallery. Viaggio nelle “Avanguardie espropriate” di Lamberto Pignotti

Ad una lettura pre-orientata e storicizzata dell’immagine, Lamberto Pignotti ha da sempre preferito contrapporne una che agevolasse la costruzione di percorsi interpretativi fuori dai cardini, guardando all’immagine sempre come soggetto, dunque, e mai come oggetto nel processo di attribuzione di significato.
Ha così instaurato, negli anni, un rapporto tête-à-tête con l’immagine, una parentesi di intimità e libertà, coltivando l’idea che questa non fosse solo tenuta a dire di sé, ma che potesse anche ricondurre ad altro da sé. Non più semplice cappello ad un sapere enciclopedico, l’immagine è intesa come un varco immaginifico sul mondo.

Arte per fraintenditori: l’arte come processo che sfugge ai modelli di consumo

L’incontro fra Lamberto Pignotti e il collettivo di intellettuali di Filosofia in Movimento ha messo in atto una riflessione che ha generato nuove opere dell’artista e promotore del Gruppo 70, che negli anni Sessanta del Novecento si affermò quale avanguardia artistica capace di opporre una feroce critica alla cultura di massa. Il lessico della cultura di massa è sempre più un concentrato di brevi slogan e pochi concetti che richiamano le immagini accattivanti di prodotti di largo consumo.

#Rivoluzioni – Poesia Visiva

Il 2018 è stato l’anno di numerose e valide celebrazioni del Sessantotto e della “rivoluzione” declinata a vario titolo anche nel territorio delle arti visive. All’interno del ricco bouquet di ricerche riconducibili a quei decenni di fervente produzione artistica, la Poesia Visiva occupa un posto di assoluto interesse, alimentata com’è dal clima di contestazione di quegli anni eppure allo stesso tempo prosecuzione dello spirito avanguardistico di inizio Novecento. Lamberto Pignotti (Firenze, 1926), fondatore del “Gruppo 70”, nel fatidico ’68 si stabiliva a Roma e conduceva per una via del tutto originale la sua battaglia teorica e pratica per l’immaginazione al potere. La contaminazione fra i codici linguistici, l’esplorazione della multimedialità e delle nuove tecnologie, la spregiudicata decostruzione del sistema dei generi e, non da ultimo, la pratica inesorabile dell’ironia sono da sempre le armi della sua efficace guerriglia, che non disdegna la frequentazione del non-sense e del sarcasmo demolitore. La sua ricerca continua ancor oggi con la stessa leggerezza e con la medesima energia, interpretando in maniera coerente quell’idea di “avanguardia” che significa camminare senza sosta nel sentiero della sperimentazione linguistica, raggiungere una formula e andare subito alla ricerca di un’altra, giocare la partita del sistema artistico senza subire mai scacco matto.