I sei capitoli del libro (d’imminente pubblicazione per le Edizioni Kappabit) – Cina ed Estremo Oriente; Stati Uniti; Medio Oriente; Arabia Saudita e Iran; Nord-Africa islamizzato; Italia, Francia ed Est-Europa – tracciano i percorsi trentennali della settima arte nei Paesi più direttamente partecipi dei conflitti in atto nella contemporaneità, situando i film nei rispettivi contesti di carattere politico, sociale e militare. Il cinema trattato è quello maggiormente sensibile alla temperie della globalizzazione, espresso da film che non di rado costituiscono la testimonianza più diretta delle contraddizioni in cui è presa la storia planetaria di questo inizio di millennio. Si delinea così il ritratto di un’arte vivacissima e troppo spesso marginalizzata dai mercati, quando non direttamente oggetto di censura politica. Un cinema la cui visibilità è affidata ai festival internazionali e a rassegne dedicate, indirizzate per lo più ai cinefili. Accanto a queste opere il libro segnala le produzioni a più ampia diffusione che negli ultimi trent’anni hanno riflettuto su circostanze cardine e non sempre conosciute della storia contemporanea. Un corredo ragionato di contenuti multimediali, fruibili attraverso QR-Code, rinvia a immagini dei film e a dichiarazioni dei loro autori.