Democrazia: uno spazio aperto

LA CRISI DELLA POLITICA DEMOCRATICA

Ė sempre più diffusa la consapevolezza che la democrazia è in crisi e il linguaggio politico dell’Occidente sta cambiando. L’acuirsi del conflitto mondiale fra potenze non sta che intensificando questo processo.
Ma quali concetti stanno più precisamente mutando nel nostro lessico politico e quali significati andrebbero ripensati per suscitare un dialogo utile all’avvio di una nuova stagione democratica? Assunto l’intreccio fra continuità e discontinuità storica che investe i termini fondamentali del nostro pensiero politico, abbiamo chiesto ad alcuni valenti studiosi di individuare gli aspetti più problematici nell’attuale discorso pubblico, partendo da prospettive funzionali alla costruzione di una nuova coscienza collettiva.
Nel video che pubblichiamo oggi abbiamo chiesto a Francesco Fronterotta, Stefano Petrucciani e Gianni Vattimo di gettare luce sui significati principali di “Democrazia”.
Questi interventi sono propedeutici al dibattito che si svilupperà all’interno dalla pagina Democrazia del progetto culturale Filosofia in Movimento e costituiscono l’inizio di un progetto di analisi che ci vedrà impegnati a costruire il Dizionario critico dei termini politici insieme al Rasoio di Occam.

Antonio Cecere


“Democrazia”: uno spazio aperto

Democrazia In questa sezione è a disposizione uno spazio pubblico per alimentare il dibattito filosofico e scientifico intorno al concetto di Democrazia.
Partendo dall’ultimo libro di Stefano Petrucciani, Democrazia, cercheremo di stimolare al confronto altri intellettuali e interpreti che studiano l’evoluzione e lo stato di salute di questo paradigma politico. Noi siamo convinti che la Democrazia sia un discorso aperto che si evolve e cresce mano a mano che le voci di più interpreti si incontrano e condividono uno sforzo comune per la costruzione dello spazio di tutti. Per tutto questo terremo sempre attivo questo spazio per seguire, nel tempo, i cambiamenti e cogliere le criticità della Democrazia ai nostri giorni.


Crisi di rappresentanza e globalizzazione dei mercati

La globalizzazione è fragile. Quando la crisi scoppia, le opportunità si fanno sempre più rare e il malessere diventa esplicito. Si accusa l’establishment della responsabilità di aver costruito l’autostrada in cui ora si è imbottigliati, senza speranza. Lo si accusa di essere privilegiato, di non pagare i costi della crisi (anzi di guadagnarci). E si chiede di tornare indietro. E se questo non avviene, si sposano i temi dell’antipolitica, e ci si fa incantare dalle promesse degli outsider.
Ha senso tornare indietro?

Democrazia, Individualismo, Capitalismo

Attraverso un’analisi sintetica della modernità politica, l’autore enuclea nel punto centrale di quest’ultima un’antropologia di tipo individualistico-borghese , illustrando altresì i rapporti che tale antropologia intrattiene con le dimensioni dominanti della tecnica e del denaro.
All’interno di tale orizzonte d’analisi, l’autore inserisce una proposta teorica che chiama in causa un modello estrinseco rispetto alla forma tipicamente moderna della soggettività e capace di visualizzare in maniera nuova l’antagonismo politico.

Società o barbarie

Anni incanagliti, quelli in cui stiamo vivendo gli anni della nostra vita. La stagione in cui l’assiomatica dell’interesse possessivo, impostasi quale unico principio regolatore dell’umana convivenza, ha dato mano libera all’accaparramento in quanto accumulazione di capitale e alla spirale impazzita della disuguaglianza, alla legittimazione della mediocrità proterva come tipologia umana egemone, alla banalità semplificatoria per […]