L’ombra dei lumi

A cura di Antonio Cecere

Questa sezione è uno spazio che intende restituire la giusta luce a tutto il pensiero radicale dell’illuminismo. Il secolo dei Lumi è stato un periodo di grandi cambiamenti ed avanzamenti in tutta la cultura umana. L’idea di progresso aveva investito non solo la filosofia, ma anche la scienza, la tecnologia, l’economia, la politica e la morale. Un tale cambiamento fu una rivoluzione della mente, per dirla con Jonathan Israel, che non è spiegabile solamente attraverso lo studio del pensiero dei grandi filosofi del settecento. Per comprendere la complessità del fenomeno bisogna confrontarsi con la letteratura, l’arte, la musica e tutte le produzioni intellettuali, da molti considerate minori, che sono state fondamentali alla formazione della cultura occidentale della modernità. Scriveremo storie di uomini, libri, quadri, opere musicali, poeti, intellettuali militanti e di tutti coloro che si adoperarono per superare i confini della conoscenza esplorando nuovi orizzonti di senso.

J.V. Andreae e l’”illuminismo” rosacrociano

Per comprendere le radici della rivoluzione scientifica e dell’Illuminismo, le due colonne portanti della civiltà contemporanea, occorre immergersi in un contesto che può apparire caotico se lo si guarda con la prospettiva di chi legge il passato alla luce del presente, ma che di fatto è caratterizzato dalla compresenza di elementi spirituali, alchemici e millenaristi con altri prescientifici e preilluministici. Emblematica, a tal proposito la vicenda dei misteriosi Rosacroce e del teologo luterano J. V. Andreae, la cui utopia, interrotta dalla guerra dei 30 anni, trovò parzialmente espressione nella Royal Society e nell’Illuminismo

La costituzione dell’uomo moderno, o dell’Illuminismo incompiuto

Un confronto interessante fra un antropologo e un illuminista radicale intorno alle prospettive ancora incompiute dell’illuminismo.

Le donne curiose

LE DONNE CURIOSE
di Carlo Goldoni

Commedia di tre atti in prosa rappresentata per la prima volta in Venezia il Carnevale dell’anno 1753