Pagine lukàcsiane

A cura di Antonino Infranca

György Lukács è stato considerato, fino al crollo del socialismo realizzato, uno dei maggiori filosofi del Novecento. Poi su di lui è calato il silenzio. Il poco interesse per le sue opere è diretto al suo periodo giovanile, soprattutto perché è precedente alla sua adesione al partito comunista ungherese, senza tener conto che anche in quelle opere giovanili è fortissima la tensione etico-politica. Eppure fino a tutti gli anni Ottanta la sua opera Storia e coscienza di classe era considerata una delle maggiori del Novecento, mentre l’altra sua grande opera marxista, l’Ontologia dell’essere sociale, era quasi totalmente sconosciuta, soprattutto a causa del boicottaggio a cui l’avevano sottoposta i suoi stessi allievi della Scuola di Budapest. L’accusa che si faceva a Lukács era quella di essere stato uno dei sostenitori dello stalinismo, ma in realtà fu una delle vittime dello stalinismo: espulso dal partito comunista ungherese, arrestato dalla polizia stalinista, deportato in Romania dopo la partecipazione alla Rivoluzione Ungherese del 1956. Fu sempre un critico radicale del regime di Kádár, dopo il 1957. Alcune delle sue opere marxiste, come quelle di Critica letterarie o Il giovane Hegel, La distruzione della ragione, l’Estetica hanno rappresentato dei punti fermi per lo sviluppo del marxismo antidogmatico. È il momento di tornare a rileggere, senza pregiudizi ideologici, le sue opere per scoprirne il valore di critica dell’esistente che Lukács non smise mai di sviluppare.

L’ultimo Lukàcs e la lotta per un nuovo socialismo

di Guido Liguori A partire dal recente volume “Lukàcs parla. Interviste (1963-1971)” a cura di Antonino Infranca – Edizioni Punto Rosso, Milano, 2019 – , Guido Liguori mette a fuoco alcuni dei punti fondamentali del pensiero politico dell’ultimo Lukàcs, con annotazioni riguardanti anche esponenti di spicco della politica italiana, come Togliatti e Gramsci Il compito […]

Lettera alla rivista Praxis (11 aprile 1968)

Continuano ad essere pubblicati materiali finora inediti riguardanti il vecchio Lukács; materiali che arricchiscono l’immagine del filosofo ungherese quale costante oppositore dei regimi totalitari del “socialismo realizzato” e di intellettuale impegnato nella difesa dei diritti umani. Con introduzione di Antonino Infranca.             L’11 aprile 1968 Lukács scrisse una lettera alla rivista jugoslava “Praxis” a seguito […]

Carteggio Lukàcs – Morante

di Antonino Infranca

Carteggio Lukacs-Berlinguer

Quando, nel corso dell’anno accademico 1984-‘85, mi recai in Ungheria, usufruendo di una borsa di studio, per portare a termine il mio lavoro di specializzazione sul giovane Lukács, non avrei mai immaginato che, ricercando nei cataloghi presso l’Archivio Lukács di Budapest, avrei trovato uno scambio di lettere fra il filosofo e quello che era stato uno dei leader comunisti italiani più amato, cioè Enrico Berlinguer