#Rivoluzioni – Poesia Visiva

Il 2018 è stato l’anno di numerose e valide celebrazioni del Sessantotto e della “rivoluzione” declinata a vario titolo anche nel territorio delle arti visive. All’interno del ricco bouquet di ricerche riconducibili a quei decenni di fervente produzione artistica, la Poesia Visiva occupa un posto di assoluto interesse, alimentata com’è dal clima di contestazione di quegli anni eppure allo stesso tempo prosecuzione dello spirito avanguardistico di inizio Novecento. Lamberto Pignotti (Firenze, 1926), fondatore del “Gruppo 70”, nel fatidico ’68 si stabiliva a Roma e conduceva per una via del tutto originale la sua battaglia teorica e pratica per l’immaginazione al potere. La contaminazione fra i codici linguistici, l’esplorazione della multimedialità e delle nuove tecnologie, la spregiudicata decostruzione del sistema dei generi e, non da ultimo, la pratica inesorabile dell’ironia sono da sempre le armi della sua efficace guerriglia, che non disdegna la frequentazione del non-sense e del sarcasmo demolitore. La sua ricerca continua ancor oggi con la stessa leggerezza e con la medesima energia, interpretando in maniera coerente quell’idea di “avanguardia” che significa camminare senza sosta nel sentiero della sperimentazione linguistica, raggiungere una formula e andare subito alla ricerca di un’altra, giocare la partita del sistema artistico senza subire mai scacco matto.

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