Il Caso Assange: dieci anni di guerra al diritto all’informazione.

Se una decisione governativa non può essere professata pubblicamente prima di essere messa in atto è ingiusta a priori e dimostra che l’operato dei rappresentanti politici è contrario ai principi che sorreggono il diritto del Patto civile.
Il fatto che Assange, nella sua qualità di giornalista, abbia pubblicato documenti che provino l’infedeltà di alcuni politici ai principi che essi stessi dovrebbero propugnare, non può in alcun modo essere visto come un atto criminale contro la sicurezza di uno stato. Al contrario è sempre necessario che la verità sia resa pubblica al fine di rendere il dibattito politico il più possibile autentico e che non vi sia scollamento tra i fatti e le opinioni dei cittadini.
ne hanno parlato Sara Chessa, Antonio Cecere e Antonio Coratti

Double Fantasy – Milica Ćirović / Ola Czuba

Double Fantasy è una mostra bipersonale delle artiste Milica Ćirović (Belgrado, 1984) e Ola Czuba (Lodz, 1984), visitabile fino al 7 marzo 2021 presso lo spazio espositivo Casa Vuota, in zona Quadraro a Roma. L’incrocio dei due corpus di ricerca delle artiste dà vita ad un progetto unitario dove immagini e visioni stranianti si affastellano, attivando una riflessione corale su tematiche identitarie, femministe e di genere. Il contesto ospitante è quello di un appartamento vuoto, che le artiste interpretano attraverso l’appropriazione dei suoi oggetti tradizionali (televisori, poster, letti ecc.), dirottandoli verso inaspettate prospettive critiche.

CON PIGNOTTI, SEMPRE IN MOVIMENTO!

Quando nel 1979 uscì per Vallecchi editore Il Discorso confezionatoInformazione arte cultura nella società dei consumi– nessuno poteva immaginare l’epoca odierna, la nostra vita fra la grande realtà-liquida della rete delle comunicazioni di massa e il confinamento di miliardi di persone nell’isolamento delle proprie abitazioni private. Eppure il suo studio del 1979 si concentrava sull’urgenza di analizzare il «Discorso confezionato», ovvero quel discorso finalizzato alle esigenze del sistema, costruito quotidianamente dalle comunicazioni di massa, (oggi onnipresenti anche nelle nostre mani tramite device – oggetti feticcio) dell’industria culturale e del mercato dell’informazione, fatto di parole su misura (oggi: «andrà tutto bene», «state a casa», con attori e soubrette sorridenti e giornalisti compiacenti a ripetere il mantra politico-sanitario), di immagini in serie, di miti ridotti a comportamenti prescritti.

Lamberto Pignotti, già nel 1979, denunciava alcuni aspetti evidenti del Discorso confezionato dai giornali e dagli «altri media», che tendono a scrivere un copione che si impone al linguaggio comune e impedisce di fatto la vita reale, condizionando le nostre scelte.

Pignotti immaginava un’esistenza che somigliava sempre più a una recita (e non aveva ancora visto i profili di Instagram e Facebook di finte soubrette e di eterni vacanzieri persi in aperitivi rituali) di consumatori in fila al supermarket delle idee, dove tutto diventava consumo immediato. Così le notizie, la cultura, la politica, l’arte diventava solo intrattenimento e discorso adatto a formare dei sudditi addomesticati.

Ancora in questi giorni Lamberto ci sprona a riflettere sul rapporto fra l’uomo e i suoi cinque sensi, mettendo in risalto come il confinamento e lo spostamento dei rapporti umani, tramite la tecnologia, stessero facendo mancare ad ognuno di noi quell’importante dimensione dell’intersoggettività basata sul senso del tatto.  A 94 anni, giustamente, è ancora Lamberto che spinge noi a lavorare incessantemente sulla riflessione circa i problemi di oggi, per costruire la comunità di domani.

Da quando Lamberto è in Filosofia in Movimento, il nostro lavoro è aumentato in termini di qualità, di quantità e, soprattutto, si è incredibilmente ingiovanito. Per questo, l’augurio sincero di tutto il collettivo di FIM è: 94 volte, ancora, Lamberto Pignotti.

 

Auguri!