Recensione a M. Reale, “Vivere insieme nella dignità” è un altro nome di democrazia?

in A. Cecere - A. Coratti, Lumi sul Mediterraneo, Jouvence,…
5 maggio 2019/da Redazione

La psicologia dell’attore e l’io attoriale. Sdoppiamento o estraniazione?*

Il teatro è, in primo luogo, metafora del modo di conoscere umano, per cui ragione, sensibilità corporea e sentimento dialogano insieme alla ricerca di un accordo che dia forma regolare, stabile e condivisibile alla molteplicità di impressioni che si formano nell’uomo, nella sua esperienza, con la varietà della natura; natura che gli illuministi interpretano monisticamente come un unico organismo, caratterizzato da profonda unità, ma in costante mutamento, infinitamente polimorfo; il dinamismo naturale, infatti, genera una permanente metamorfosi delle forme prodotte, le quali perciò non sono mai stabili e definitive; il divenire evoluzionistico della natura, che coinvolge la totalità vitale degli esseri inanimati ed animati, sottende però sempre la loro continuità e connessione; la natura è un corpo unitario, da conoscere qualitativamente attraverso i suoi molteplici ed inesauribili strati, non sempre «chiari e distinti»; da interpretare nelle sue leggi intrinseche per poter meglio trarne elementi di sapere e utilità.
3 maggio 2019/da Giulia Quinzi

Interpellazione e atto di perdono

di Antonino Infranca



Mentre il sovranismo dilaga in tutto…
30 aprile 2019/da Redazione

Carteggio Lukacs-Berlinguer

Quando, nel corso dell’anno accademico 1984-‘85, mi recai in Ungheria, usufruendo di una borsa di studio, per portare a termine il mio lavoro di specializzazione sul giovane Lukács, non avrei mai immaginato che, ricercando nei cataloghi presso l’Archivio Lukács di Budapest, avrei trovato uno scambio di lettere fra il filosofo e quello che era stato uno dei leader comunisti italiani più amato, cioè Enrico Berlinguer
9 aprile 2019/da Redazione

Della genealogia di Europa: de-costruzione dell’origine e radicamento soprannaturale nell’opera di Simone Weil

Alle sorti dell’Europa, nonché alla questione politica, una volta cessato il secondo conflitto mondiale, Simone Weil dedicherà pressoché interamente gli Écrits de Londres, come se preavvertendo l’ultimo giro della sua opera, sentisse l’urgenza di lasciare un memorandum per il mondo che doveva venire e a cui lei non avrebbe potuto assistere.
7 aprile 2019/da Redazione

La C.I.A. e Lukács

La questione più controversa per coloro che in varia misura si interessano a Lukács è, senza alcun dubbio, prendere posizione rispetto al presunto carattere stalinista del suo pensiero. Scrivo “presunto” perché confesso, fin dall’inizio, che non sono affatto convinto dell’esistenza di un carattere stalinista del pensiero di Lukács. Non nego che abbia avuto qualche rapporto con lo stalinismo, essendo vissuto dal 1933 al 1945 in Unione Sovietica e dal 1945 al 1971 in Ungheria.
29 marzo 2019/da Redazione
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