Virus e Logos

Chi conta i numeri che contano?

Nell'articolo "Agire dalla perplessità: tra pratiche di sopravvivenza, impotenza ideologica e dialoghi dalle autonomie", una riflessione che rimette i binari di queste umorali montagne russe in pari con la potenza liberatrice della ragione scettica, la filosofa e attivista Francesca Gargallo (attraverso le sue conoscenze accademiche e i dati delle sue esperienze nei collettivi femministi di donne indigene e popolari) prova a rispondere alla domanda: «Cosa intendono quando ci dicono che dopo questa crisi nulla sarà più come prima?». Come sempre Gargallo non indica delle soluzioni, ma i luoghi in cui dirigere lo sguardo quando ci sembra di poter interrogare nient’altro che le nostre mura domestiche.
da Roberta Cordaro25 maggio 2020
Virus e Logos

Il virus della Sacra Famiglia

Figlia del retaggio cattolico-ortodosso patriarcale che domina la nostra cultura, la famiglia, più che essere mantenuta e conservata nella propria sacralità, va ripensata come primo momento di un processo di emancipazione e di realizzazione di sé, affinché diventi il punto di partenza e non il fine dell’uomo.
da Laura Paulizzi13 maggio 2020
Virus e Logos

Giudicare in tempo di crisi

Nel profluvio di riflessioni sorte a commento degli effetti della pandemia da Covid-19, il richiamo al concetto e allo stato di crisi è uno dei più diffusi. È un richiamo da prendere sul serio se si vuole approntare una cornice concettuale di fondo in grado di inquadrare correttamente il rapporto tra le nostre azioni e il contesto generale scaturito dalla pandemia.
da Alessio Lo Giudice12 maggio 2020
Virus e Logos

L’ARTE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS. LA “CHIUSURA” ALL’ARTE È LA “CHIUSURA” ALLA VITA

Purtroppo non abbiamo appreso nulla dalla riflessione di tutti i più grandi filosofi: da Hegel a Nietzsche, da Kant a Gadamer, Diderot, Voltaire, Schopenhauer, e tanti  altri: ogni volta che parliamo di arte ci ostiniamo a considerarla un divertissement, un lusso, un momento di piacevole distrazione dopo le fatiche quotidiane.
da Fabrizio Vona30 aprile 2020
Intellettuali per la Costituzione Virus e Logos

“Basta che c’è la salute…” (In uno stato di polizia)

Ha detto, in questi giorni, il “vegliardo” Habermas, in un’intervista rilasciata a Le Monde e tradotta per La Repubblica: «Da un punto di vista filosofico, mi colpisce che la pandemia oggi costringa tutti a riflettere su qualcosa che prima era noto ai soli esperti. Oggi, tutti i cittadini stanno imparando come i loro governi debbano prendere decisioni ben sapendo i limiti delle conoscenze degli stessi virologi consultati. Raramente, il terreno per l’azione in condizioni di incertezza è stato illuminato in modo così vivido. Forse questa esperienza insolita lascerà il segno nella coscienza della sfera pubblica»
da Giovanni Magrì27 aprile 2020
L’Altro Occidente

BRASILE: NON C’È UN’ALTRA ALTERNATIVA

[di Ricardo Antunes] Nei nostri tristi tropici, il lavoro è stato quasi sempre una forma di vilipendio. Il “quasi sempre” decorre qui dall’eccezionale esperienza vissuta nel periodo in cui il Brasile non era ancora il Brasile. Prima di essere “scoperti” dal mondo “civile”, il lavoro esercitato qui, durante molti secoli, fu in comune, autonomo e autosostenuto, realizzato da comunità indigene, il cui la maggior parte del tempo di vita era dedicata alla fruizione e al piacere.
da Ricardo Antunes27 aprile 2020
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