L’Altro Occidente*

Modelli filosofici di alterità

a cura di A. Infranca e di A. Coratti

L’America latina è l’Altro Occidente, perché la negazione della sua Alterità sta a fondamento dell’egemonia dell’Occidente sull’intero pianeta. L’idea stessa di America latina nasce come negazione della realtà concreta di quel continente: olocausto dei suoi abitanti originari, sostituiti da esseri umani considerati schiavi, da una parte, e sfruttamento delle sue ricchezze naturali per instaurare la prima globalizzazione, dall’altra.

Oggi, la Filosofia della liberazione, nata in America latina come pensiero rivoluzionario imperniato sulla lotta per il riconoscimento etico dell’alterità negata e per l’emancipazione dal dominio, apre prospettive di liberazione per tutti gli sfruttati, esclusi e oppressi del pianeta.

Il dialogo che apriamo in questo spazio intende, dunque, rappresentare l’inizio di una riflessione emancipatrice in grado di alimentare un riconoscimento autentico tra Europa e America latina, da cui ripartire in risposta alla crisi – economica, sociale, di identità – che coinvolge, oggi più che in qualsiasi altro tempo della Storia, il cosmo intero e i suoi abitanti.

Comitato Scientifico

Ricardo Coltro Antunes

Maria Haydeé Garcia Bravo

Anderson Deo

José Guadalupe Gandarilla Salgado

Antonino Infranca

Miguel Vedda

(*) La definizione dell’America latina come “Altro occidente” è opera di Antonino Infranca, autore del libro El Otro Occidente. Siete ensayos sobre la realidad de la Filosofia de la Liberacion (Buenos Aires, 2000)

BRASILE: NON C’È UN’ALTRA ALTERNATIVA

[di Ricardo Antunes] Nei nostri tristi tropici, il lavoro è stato quasi sempre una forma di vilipendio. Il “quasi sempre” decorre qui dall’eccezionale esperienza vissuta nel periodo in cui il Brasile non era ancora il Brasile. Prima di essere “scoperti” dal mondo “civile”, il lavoro esercitato qui, durante molti secoli, fu in comune, autonomo e autosostenuto, realizzato da comunità indigene, il cui la maggior parte del tempo di vita era dedicata alla fruizione e al piacere.

Eurocentrismo e Transmodernità

La Filosofia della Liberazione è la prima filosofia della storia mondiale che pone l’universalità della filosofia, senza un centro e una periferia, senza che neghi sé stessa e che accetti l’eurocentrismo come avviene dovunque: in India, in Cina, in Africa.

Etica della liberazione

Il lettore italiano trova qui uno dei primissimi testi in cui Dussel parla di Etica della Liberazione. Si noti che scriva in minuscolo “etica della liberazione”, segno che questo ulteriore sviluppo della sua filosofia era ancora incipiente. Manca una più radicale ripresa di Marx, una più forte accentuazione del ruolo delle vittime del sistema dominante, una concezione della vita come il fondamento di ogni assoluto. Concezioni che saranno centrali nell’Etica della Liberazione del 1998. Si tenga conto anche dell’anno della stesura: 1982. Si nota che l’esperienza della rivoluzione sandinista è prossima, che la democrazia non è tornata in Argentina e in altri paesi dell’America latina.