Forum Politico

Il progetto, Pensare la politica, si prefigge di riaprire un dibattito su temi e questioni fondamentali, che riguardano il pensiero politico contemporaneo. L’obiettivo non è soltanto quello di misurare l’adeguatezza degli strumenti teorici di cui disponiamo, rispetto alle condizioni e ai processi del terzo millennio, ma soprattutto quello di favorire un ri-pensamento teorico degli schemi e dei concetti che abbiamo ereditato dalla tradizione filosofica, giuridica, politologica degli ultimi secoli. Tutto ciò, non soltanto in relazione al terreno strettamente politico, ma con un’attenzione particolare per i principi associativi e per l’insieme delle pratiche sociali che identificano le comunità e le proprie istituzioni.

Il Forum consiste in un ciclo di seminari che avranno luogo tra il 2018 e il 2019. Sarà selezionato un tavolo di relatori (Principali e discussant), che si confronteranno sulla base di materiali e relazioni (papers scientifici) proposte preventivamente. È prevista la partecipazione attiva di un pubblico “qualificato”, che sarà selezionato per l’occasione

Tutte le relazioni (papers scientifici) saranno pubblicate e accessibili da questa pagina web e dal portale della Fondazione Basso  (www.fondazionebasso.it)

Anche gli atti dei seminari ed altri contenuti connessi – previa verifica della redazione – saranno pubblicati nelle stesse pagine.

Tutti gli appuntamenti saranno registrati e trasmessi su Radio Radicale (https://www.radioradicale.it)

Organizzazione generale:

Antonio Cecere, Giovanni Iorio Giannoli

Redazione:

Luigi Somma (caporedattore), Veronica Conti, Martina Donigi, Laura Paulizzi, Giacomo Pisani

Comitato scientifico:

Salvatore Biasco, Alessandro Ferrara, Giacomo Marramao, Bruno Montanari, Laura Pennacchi, Stefano Petrucciani, Mario Reale, Paolo Quintili

Il fondamento etico

Non esiste un’idea di cambiamento sociale che non abbia provato a esplicitare la propria – talvolta completamente implicita – struttura categoriale. L’ideologia politica non è solo il risultato di un’analisi dei rapporti sociali, generato da ponderate letture storiche ed economiche. La teoria politica che accompagna l’azione riposa su una visione dell’uomo, della natura e del senso dell’essere, più o meno emersa. L’ideale socialista, più d’ogni altra visione/azione nel teatro politico mondiale, ha cercato e cerca, in maniera tormentata, un quadro sistematico (sia esso materialistico o provvidenzialistico) in grado di irrobustire le ragioni dell’azione politica. Ma come la citazione tolstojana bene evidenzia, nella storia del socialismo il problema fondazionale, su cui tornerò in seguito, si intreccia in modo non sempre coerente con la ricerca di un orizzonte etico-sociale, ereditato in parte dalla tradizione culturale cristiana

I conformisti dei nostri tempi: sul modo d’essere e di vivere della maggioranza

In un universo culturale in cui tutti cercano di distinguersi, di apparire diversi, unici e originali esistono ancora i conformisti? Sì, e in gran quantità dato che costituiscono la maggioranza degli appartenenti a ogni società, compresa la nostra. Le società cosiddette avanzate però sono estremamente complesse, pertanto su un tema come il conformismo le risposte non possono limitarsi a secche alternative. Occorre ragionare, argomentare basandosi essenzialmente sull’osservazione diretta della vita quotidiana, un’osservazione che mi ha portato a dirigere lo sguardo sociologico sulle persone che frequentano quei luoghi più di recente diventati parte rilevante del sociale, fino ad assumere loro stessi un significato simbolico, non tanto utilitaristico quanto identitario: dal mercato rionale all’aeroporto, dalle boutique ai centri commerciali, dagli studenti dell’università ai circoli del tennis, dalle palestre ai centri estetici, dai luoghi della movida alle spiagge.

Una politica riformista oggi

Nel titolo di questa breve riflessione vi è un chiaro riferimento al Riformismo, corrente politica e di pensiero che la storia ci ha trasferito densa di speranze tese al miglioramento graduale della società con particolare riguardo della classe lavoratrice. La corrente di riferimento, è quella che nel novecento ha visto quali uomini di punta: Turati, Treves, Matteotti, Salvemini, Carlo Rosselli. Corrente di pensiero politico, la cui cifra preponderante è stata la formazione di società che hanno visto coniugare, in armoniosa sintesi, il walfare e l’economia di mercato e che hanno prodotto notevole sviluppo sotto il profilo economico e sociale.

La Politica al tempo dei Robot ovvero si dà ancora un “Principio speranza”?

Perché ho ricordato il titolo di un famoso testo di Ernst Bloch? Per una questione seria che balza immediatamente agli occhi: quella dell’ampliarsi della forbice sociale dipendente dal modo in cui l’operare dell’attuale capitalismo, che definirei sinteticamente tecnologico-finanziario, va configurando il mondo del lavoro. Il che significa avere di fronte agli occhi la “condizione umana”, divenuta strutturalmente precaria, di una marea di umanità che è sottopagata, marginalizzata o del tutto emarginata, che non è più in grado di vivere dignitosamente il suo “oggi” e di concepire un futuro come una possibilità della vita. Comincio con il ripetere ciò che viene tritato ogni giorno da tutti i media: che la Sinistra è in crisi ovunque in Europa

Programma prima sessione

4 Giugno 2018  
Il declino della Sinistra
ore 15:30    

Via della Dogana vecchia 5 – 00186 Roma                                                                                                                                                                                                                            

Materiali per una Sinistra “a venire”

  Una sinistra “a venire” non ha più indiscusse organizzazioni di massa ed attivi movimenti omogenei su cui contare, che si accendano per mobilitare la società oltre i loro stessi confini, non ha più le fabbriche di un tempo e i “fieri compagni del servizio d’ordine”, né le masse bracciantili e le “cavallerie contadine”. Ha […]