Intellettuali per la Costituzione

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Domenico Bilotti e Gianfranco Macrì

Il diritto al lavoro, gli ideali di uguaglianza e libertà, il principio di laicità sono temi centrali della nostra epoca, che riempiono l’agenda politica e mediatica internazionale e che la nostra Costituzione – nei suoi articoli fondamentali –  pone come campi in cui concentrare l’azione della Repubblica italiana. Negli ultimi tempi, assistiamo sempre più spesso alla messa in discussione dell’attualità del testo costituzionale, a volte sorvolando – distrattamente o ingenuamente – sul fatto che lo spirito della Costituzione vada aldilà della mera “lettera” e che la veneranda età del testo non è solo il segno del tempo che è passato, ma anche e soprattutto del valore universale che i padri costituenti si proponevano di attingere, nei limiti e nelle possibilità di esseri umani finiti, ma con lo sguardo rivolto a un futuro migliore. Intellettuali per la Costituzione è uno spazio di riflessione aperto a tutti i cittadini per “non dimenticare”.

Redazione: Maria Chiarappa, Antonio Coratti, Laura Paulizzi, Giulia Carletti

Comitato scientifico: Domenico Bilotti, Antonio Cecere, Gianfranco Macrì, Giovanni Magrì, Bruno Montanari, Paolo Quintili, Mario Reale

“Basta che c’è la salute…” (In uno stato di polizia)

Ha detto, in questi giorni, il “vegliardo” Habermas, in un’intervista rilasciata a Le Monde e tradotta per La Repubblica: «Da un punto di vista filosofico, mi colpisce che la pandemia oggi costringa tutti a riflettere su qualcosa che prima era noto ai soli esperti. Oggi, tutti i cittadini stanno imparando come i loro governi debbano prendere decisioni ben sapendo i limiti delle conoscenze degli stessi virologi consultati. Raramente, il terreno per l’azione in condizioni di incertezza è stato illuminato in modo così vivido. Forse questa esperienza insolita lascerà il segno nella coscienza della sfera pubblica»

Il futuro della Chiesa nelle relazioni internazionali e il ruolo delle religioni nella società in tempi di grandi cambiamenti

Le note di commento che seguono riguardano quello che, in prima battuta, potremmo definire un piccolo trattato sui principi che hanno regolato l’ordine internazionale nel corso del ‘900 e sul modo come questi dovranno essere rielaborati di fronte alle sfide del nuovo secolo.

Sotto l’ombrello della Costituzione: la voce delle differenze

La Carta fondamentale della Repubblica può essere raffigurata come un ombrello le cui falde rappresentano un sistema protettivo finalizzato a soccorre, all’occorrenza, le diverse soggettività in essa richiamate. Saggiamente la Costituzione non utilizza categorie semantiche stringenti (modalità “catalogo”), e quando lo fa, la ragione dipende dalla necessità di dover rispondere a specifiche situazioni non generalizzabili.