M. Ventura, Creduli e credenti. Il declino di Stato e Chiesa come questione di fede, Torino, Einaudi, 2014.

Questa premessa serve, nelle intenzioni dello scrivente, ad “apparecchiare” il complesso e affascinante ragionamento che Marco Ventura svolge nel suo Creduli e credenti. Il declino di Stato e Chiesa come questione di fede (Einaudi, 2014). Un libro, scritto sì da un giurista pubblicista, ma destinato anche a una platea di lettori che va ben oltre la cerchia ristretta dei cultori del diritto pubblico e dello stesso diritto canonico (materia che l’Autore insegna, insieme a diritto e religione, nelle università di Lovanio e Siena), in quanto la trama che attraversa sottilmente l’opera esprime una sensibilità culturale parecchio elastica, espressiva di un bagaglio di conoscenze proprie di chi ha saputo affinare nel tempo l’osservazione della realtà senza farsi sedurre da finzioni precostituite e alla ricerca di “alternative” integratrici del discorso sulla libertà e sulle sue istituzioni: lo Stato, il mercato, la democrazia, la scienza, etc.
27 ottobre 2015/da Gianfranco Macrì

Costruire lo spazio dei diritti e della cooperazione

La proposta di Bruno Montanari mi sembra decisiva da più di…
26 ottobre 2015/da Giacomo Pisani

Ridare un futuro ai giovani. L’elogio alla follia.

di
Luciano Monti
 
Il disagio delle generazioni più…
18 ottobre 2015/da Luciano Monti

Alcune considerazioni sulla «potenza» della prassi politica. La fragilità del presente e il blocco del passato.

Partendo dall’assunto che la prassi politica non possiede soltanto una dimensione di attualità ma anche di virtuale possibilità, che rappresenta la sua potenzialità, inscritta non solo nel futuro ma anche nel passato – il quale può anche far capo ad una tradizione consolidata messa in crisi dalle Rivoluzioni – si intende mostrare come la dinamica del conflitto, a partire dall’età moderna, fondi l’agire democratico, ma nello stesso tempo rischi sempre di destituirlo della propria legittimità. Questo dato storico – che sembra rivestire ancora oggi una particolare attualità - impone alle democrazie contemporanee di incentivare la trasparenza nell’interdipendenza conflittuale tra rappresentanti e rappresentati, assecondando l’obiettivo fondamentale di ridurre il più possibile la strumentalizzazione oligarchica del demos.
14 ottobre 2015/da Riccardo Roni

Rousseau tra i giureconsulti e i giusnaturalisti moderni

Il saggio riprende la difficile discussione su tema, ineliminabile per la comprensione dell’intero Rousseau politico, che è il suo giusnaturalismo; l’analisi è accompagnata da una disamina critico-filologica della celebre e singolare posizione di Ulpiano, e quindi, tra molti altri testi, degli autori più o meno vicini all’analisi di Rousseau: Montaigne, Pascal, Spinoza, Montesquieu, Diderot. La conclusione accerta insieme l’ardua problematicità e l’originalità della riflessione roussoiana sulla legge di natura.
24 settembre 2015/da Mario Reale

La Ricerca del Centro

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Politica e Finanza
Lo spunto offerto…
20 settembre 2015/da Pierluigi Winkler
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