Linguaggi e tonalità emotive: tra crisi sociale e facebook

Come noto, infatti, ancora sino ad una decina d’anni fa – forse poco più –, le relazioni socio- culturali trovavano la forma prevalente di espressione attraverso i corpi di rappresentanza e di mediazione (partiti, associazioni, sindacati, organismi professionali, centri vari, ecc.), pur fragili nella loro declinante “solidità” – la liquidità li avrebbe resi evanescenti di lì a poco –, che fungevano da filtro della parola proferita.
26 gennaio 2019/da Redazione

Simplicio e la scienza, o della necessità della filosofia

La cosa più difficile da far capire al Simplicio nostro contemporaneo – utilizziamo questo nome in onore a Galileo – è che quando sta parlando di cosa sia la scienza e di cosa includere o meno al suo interno, non sta facendo più scienza (la sua specialistica scienza nella quale può essere anche bravo: fisica, chimica, matematica e quant’altro), ma qualcosa di diverso da essa. Chiamatelo come volete (filosofia, epistemologia, “discorso sensato”, buon senso ecc.), ma non è certo scienza, cioè quella scienza della quale vuole difendere la “scientificità”.
25 gennaio 2019/da Francesco Coniglione

L’emancipazione ai tempi dei social

Il panorama descritto sembra fungere da specchio dell’attuale condizione sociale in cui la sottigliezza del limite tra informazione e disinformazione fonda la sostenibilità del mondo della rete. Ma per comprendere in profondità il senso delle nuove tecnologie è bene risalirne all’origine, e vedere come la loro evoluzione possa darci un’idea più edificante di quella che è oggi la condizione dell’individuo in rapporto alle proprie conoscenze e alla collettività.
20 gennaio 2019/da Laura Paulizzi

La comunicazione senza comunità. Brevi considerazioni sul senso dimidiato di una parola

Occorrerebbe, a nostro avviso, avviare a livello intellettuale e culturale una nuova «Costituente» democratica del sapere e dell’agire politico (e non solo «comunicativo»), che crei un nuovo spazio dell’opinione pubblica al riparo dai processi di svuotamento della comunicazione dei suoi elementi essenziali, considerati sopra nella loro storia concettuale e teorica. È un compito, tuttavia, che va ben al di là di una semplice discussione filosofica, e dovrebbe coinvolgere forze culturali e politiche alternative, d’opposizione all’attuale establishment, e soggetti della società civile attivi nel campo dell’informazione e della stessa comunicazione. La filosofia, in quanto pensiero critico, e la sua storia, devono restare comunque il punto di riferimento ineliminabile: il cuore, il motore e il principio attivo di questa futura Costituente.
19 gennaio 2019/da Paolo Quintili

Not in my filter bubble

Se la politica cambia insieme al modello di produzione allora nulla sarà più come prima. Il modo in cui viviamo, comunichiamo, interagiamo con il mondo è figlio della rivoluzione digitale. La straordinaria occasione per capire come questi fattori si siano collocati nello scenario italiano è fornita dalla storia, nient’affatto lineare e piena di ambivalenze e contraddizioni, del Movimento 5 Stelle.
16 gennaio 2019/da Redazione

Internet: opinione di massa ed economia del gratis

Il panorama che emerge dagli Internet studies è apocalittico. Basta mettere insieme i titoli dei saggi più famosi per farsene un’idea. La rete è il nemico, il sesto potere, un abisso che ci rende stupidi e ingenui, uno sciame digitale che provoca ossessioni collettive e demenza. Il dominio delle Big five sulla rete appare insuperabile tant’è che non resterebbe altro da fare - come suggerisce J. Lanier, un guru della rete - che disconnettersi e cancellare le tracce.
16 gennaio 2019/da Redazione
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