LA QUESTIONE DELLA CONOSCENZA NELLA CULTURA OCCIDENTALE

di Stefania Lombardi 

Pagina che si propone una panoramica dei temi inerenti alla cultura occidentale, passata e presente; e con uno sguardo al futuro. Tale panoramica cerca, soprattutto, di individuare anche i nostri pregiudizi culturali più diffusi che tendono a ostacolare quell’onestà intellettuale di cui abbiamo tanto bisogno. Si spera che i temi trattati si aprano il più possibile all’esercizio del pensiero partendo, appunto, dalla presa di coscienza di molti pregiudizi culturali che ci portiamo dietro. La frase “sapere aude” non necessita spiegazioni, così come l’immagine di un libro tutto da riempire (con esperienza e conoscenza) e che parte dalla natura e dai colori di quella prima mela colta e di cui saremo sempre grati a quella prima donna/topos letterario di una ben nota tradizione che tutti conosciamo.

L’EQ PER MIGLIORARE IN AMBITO LAVORATIVO – IN PRINCIPIO CI FU L’INTELLIGENZA EMOTIVA

Per anni le aziende e/o le istituzioni, oltre alla dimostrazione di possedere le richieste conoscenze di contesto, hanno selezionato i propri candidati basandosi sulle misurazioni dell’IQ per garantirsi migliori performance, ma così non è stato; già, perché le migliori performance hanno questo in comune: un EQ (non un IQ) alto. Ma cos’è questa intelligenza emotiva? Si tratta della nostra prima forma d’intelligenza. La prima forma di apprendimento e la prima forma di intelligenza si sviluppano a partire da quella relazione primaria tra “madre (o qualsiasi altro “caregiver”)/bambino”. L’intelligenza emotiva che si nutre di relazione e si sviluppa nella relazione (in particolar modo in quella primaria relazione caregiver/bambino), ha anche il carattere dell’azione e di quella decisione immediata che anticipa l’azione stessa; essa è anche, pertanto intelligenza decisionale (di solito, infatti, i grandi leader possiedono anche un levato EQ) legata sempre alla situazione contingente; non è un caso che i test della Commissione europea che cercano di rilevare l’EQ si chiamino, appunto, situational judgment, e sono ormai diventati parte integrante (assieme alle conoscenze di contesto, quelle tecniche e la misurazione dell’IQ) del processo di selezione dei candidati per lavorare nell’Unione Europa.

In questa tipologia di test sono valutate 8 tipologie di competenze: Analysis and Problem Solving, Communicating, Delivering Quality and Results, Learning and Development, Prioritising and Organising, Resilience, Working with Others, Leadership.

Le 8 tipologie di competenze elencate rientrano nell’intelligenza emotiva, ed è ora sempre più chiaro in che modo possa influenzare, ad esempio, le performance di un’azienda e molto altro ancora come vedremo nell’articolo.

L’utile, la “Buona Scuola” e il diritto alla noia

Un tempo il totalitarismo era politico e circoscritto in uno o più Stati. Oggi è la politica a essere sotto scacco di un totalitarismo più potente e più invisibile che pervade ogni settore e che valica i confini statali per divenire globale. Per questo anche l’istruzione è merce, segue le regole del Mercato, del guadagno, di ciò che questa società controllata dal Mercato considera “utile”. Non si studia più per piacere o diletto, non si amano più i libri, ma si usano come mezzi e fonti di guadagno.