L’arresto di Biram Dah Abeid e la lotta per i diritti umani in Mauritania

Biram Dah Abeid, insignito nel 2013 del "Premio per i diritti umani" dalle Nazioni Unite, leader dell’Ira (Initiative de résurgence du mouvement abolitionniste), un movimento che si batte per l’abolizione della schiavitù in Mauritania, è stato prelevato dalla sua abitazione privata ed arrestato dalla polizia mauritana senza alcun mandato. La Mauritania è ancora afflitta dalla piaga della schiavitù. Gli schiavi sono haratin, il gruppo etnico che rappresenta il 40 per cento della popolazione, hanno la pelle nera e subiscono ogni forma di sopruso fisico e psicologico. Bisogna esprimere totale solidarietà a Biram Dah Abeid, rivendicando l'universalità dei "diritti umani", aldilà e al di sopra di ogni presa di posizione politica particolare.
9 agosto 2018/da Luigi Somma

Lineamenti epistemologici all’interno delle Scienze umane. Una riflessione a partire dalla teoria dei sistemi autopoietici

Il presente lavoro introduce un modello d’analisi detto a “influssi perturbativi” basato sui principi statistici di associazione e di correlazione.
Nello specifico, in riferimento alla teoria dei sistemi autopoietici vengono definiti i seguenti punti:
l’osservazione è sempre un atto parziale, relative e unico;
l’osservatore definisce il confine del fenomeno da analizzare;
il processo di distinzione, può essere descritto come un’operazione matematica, che conduce ad identificare un fenomeno in termini di variabili quantificabili, analizzabili statisticamente.
Parole chiave:mentalità sociale, cultura, osservazione, autopoiesi, teoria dei sistemi.
1 agosto 2018/da Redazione

Contro la frammentazione

L'uomo è un intero e l’umanità stessa non può essere concepita se non nella sua interezza. In un tempo segnato dalle grandi conquiste della tecnica, peraltro, l'uomo è ancor di più parte costitutiva ed essenziale dell'intera umanità: in un periodo storico segnato dalla globalizzazione culturale, sociale, economica, tutto ciò è del tutto (e a tutti) evidente. Ancor più evidente e decisiva, però, è l'interrelazione ambientale quando si assuma con chiarezza che viviamo in una fase temporale nella quale un qualsiasi "incidente" di tipo tecnico, qualsiasi evento che si registri in un determinato continente, prima o poi è in grado di diffondersi su larga scala, producendo danni catastrofici e spesso irreversibili.
31 luglio 2018/da Antonio Martone

VIDEO – I valori dell’illuminismo: colloquio tra Robert Louden e Paolo Quintili

Il presente dialogo tra Quintili e Louden, ponendosi nel solco del pensiero kantiano, tenta di offrire una risposta alla risorgenza della religione, o delle “fedi religiose” nelle sue componenti irrazionalistiche ed entusiastiche . Intorno ad esse, richiamandosi ai valori propri dell’illuminismo, si intende ricostruire le fondamenta di una “ragione illuminata” e secolarizzata ( “la ragione deve essere la nostra fede”) che possa fungere da principio guida alla comprensione dell’altro (soprattutto se appartenente a una differente cultura e tradizione linguistica). Aprire uno spazio di dialogo tra le differenti interpretazioni di fede vuol dire recuperare un messaggio universale di eguaglianza e di “fratellanza” che leghi insieme tutti gli uomini.
23 luglio 2018/da Luigi Somma

Politica 4.0

Ho fatto questa rapidissima rassegna di termini carichi di cultura, per arrivare ad una riflessione: la “categoria” politica denominata “sinistra” è strettamente legata all’esistenza storico-interpretativa di un soggetto collettivo che acquista identità e vita per mezzo della materialità del lavoro consistente nel posto fisso in un luogo determinato: la fabbrica. Anche la “destra”, quella meritevole storicamente di questo nome, è legata alla stessa materia costitutiva ed alla esistenza della borghesia. Solo che le due vicende sono divenute, nei decenni recenti, diverse. La “destra” può ancora essere evocata con qualche riferimento, più che altro retorico, per la ragione che ciò che è ancora vivo e vitale è il nesso “capitale-profitto”.
20 luglio 2018/da Bruno Montanari

Donne, cittadinanza e creazione in Tunisia

La pratica delle arti visive è una forma di resistenza contro l’uniformazione delle rappresentazioni della donna musulmana. Attraverso le virtù dell'immagine, l'arte diventa un mezzo per sottrarsi alle assuefazioni percettive.
Funziona come un processo di liberazione, per la sua dimensione che è al tempo stesso imprevedibile e instauratrice di un nuovo significato. La creazione che introduce non è solo dell'ordine dell'immaginario, ma un'iscrizione della diversità nell'esperienza dello “stesso”. Disfare una certa immagine tradizionale è cercare di liberarsi dai codici e dalle fossilizzazioni che incombono su ogni designazione e ogni identificazione.
10 luglio 2018/da Redazione
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