La religione della libertà. Riflessioni su Carlo Azeglio Ciampi

Il saggio analizza alcuni tratti del pensiero e dell’azione di Carlo Azeglio Ciampi, recentemente scomparso. E lo fa rileggendo alcuni passaggi della sua tesi di laurea sulla libertà di religione. Attento osservatore, e partecipe impegnato, della nuova Italia dopo la tragedia della guerra e del fascismo, egli è stato un protagonista di prima grandezza della costruzione di una politica aperta e pluralista, funzionale alla (ancora attesa!) affermazione oggettiva di una laicità moderna.
17 settembre 2016/da Gianfranco Macrì

Punti di sintesi per un ragionamento.

Tra lo spazio-tempo del vivere quotidiano e quello che innerva la progettualità del “politico” esiste uno scarto strutturale. Il primo, infatti, è costituito dall’esperienza di vita dell’individuo e dal suo mondo; il secondo va al di là della contingenza e, quindi, della quotidianità. Tale scarto può essere colmato dall’esistenza di fattori di omogeneità dell’esistenza quotidiana, oppure dalla presenza di soggetti politici in grado di mediare fra le aspettative individuali e ambientali e la progettualità socio-politica, grazie alle capacità di un ceto politico adeguato.
Oggi entrambi i due fattori sono venuti meno. Ciò che resta dello Stato è l’autoreferenzialità della macchina burocratico-amministrativa che si traduce in un “centralismo burocratico”. Di fronte alla conseguente affermazione dell’economia finanziaria, una proposta fondamentale è quella di riaffermare l’importanza del partito politico novecentesco che, sfuggendo all’appiattimento sulla contingenza, possa raccontare e raccontarci un futuro
17 settembre 2016/da Bruno Montanari

Multiculturalismo e dialogo interreligioso Brevi considerazioni di natura giuridica

Una delle problematiche del tempo presente è quella della convivenza nello spazio pubblico di culture religiose diverse. Occorre chiedersi cosa la politica è disposta a fare e quanto il diritto (come prodotto della prima) è in grado di allestire in termini di giusta e coerente affermazione di una legalità costituzionale di matrice europea.
17 settembre 2016/da Gianfranco Macrì

Penisola, arcipelago, deterritorializzazione. Dove va il filosofare italiano?

 La natura storica della filosofia italiana si è divisa, da…
13 settembre 2016/da Paolo Quintili

Riflessioni e osservazioni sulla stagione che viviamo

Parlerò “fuori dai denti” e anche con espressioni “fuori…
29 luglio 2016/da Bruno Montanari

Dis-integrazione europea, dalla piramide alla rete

Dopo aver passato in rassegna le frequenti derive antidemocratiche di cui è stata protagonista l’UE, il contributo non esita a prendere radicalmente posizione contro un’Unione così come si è venuta delineando storicamente ma, ciononostante, non rinuncia al progetto europeo.
La proposta dell’Autore, pertanto, in controtendenza rispetto al pensiero più diffuso, si pronuncia per un’UE impostata in maniera orizzontale, non più verticistico-piramidale. Di quest’ultimo modello, ormai inviso a tanta parte dei popoli d’Europa, l’autore propone una rapida quanto inesorabile dis-integrazione.
17 luglio 2016/da Antonio Martone