A. Martone, Ecity, Rubbettino 2018

Come si evince dal sottotitolo del testo, Antropologia della tecnica, in Ecity Martone visualizza in maniera frontale la situazione antropologico-esistenziale dell’uomo contemporaneo e, per farlo, pone come oggetto di studio il contesto spazio-temporale della “città elettronica” e della sua genesi storica. Parafrasando Foucault, pertanto, Ecity si può definire un’ontologia dell’attualità, un’analisi critica del nostro presente protesa, da un lato, a farne emergere il percorso genealogico e, dall’altro, a prospettare possibili linee di emancipazione.
25 settembre 2018/da Antonio Coratti

La cittadinanza – Statuti di appartenenza e modelli di governo nel mondo antico e romano

La disciplina della appartenenza giuridica delle persone ad una collettività statuale ha ricevuto da sempre generale attenzione. È una costante di qualunque ordinamento. L’ha ricevuta tuttavia in modalità concrete non uniformi. La connotava, in antico, uno statuto distintivo. Non coincideva (o almeno: poteva non coincidere) con l’essere parte del sostrato personale della collettività umana alla quale ciascuno di quegli ordinamenti dava configurazione. E soprattutto dipendeva molto dal fatto che questo fosse orientato o meno a principi di autogoverno.
19 settembre 2018/da Redazione

L. Ferrajoli, La democrazia costituzionale, Il Mulino 2016

Nel breve volume introduttivo La democrazia costituzionale Luigi Ferrajoli traccia un quadro sintetico e esaustivo dei principi e degli elementi che sono alla base dell’introduzione delle cosiddette “costituzioni rigide” del secondo dopoguerra, quali limiti e vincoli imposti ai poteri di maggioranza. L’introduzione di tali costituzioni ha mutato profondamente la democrazia e il diritto, a seguito della stipula di principi di giustizia affermati tramite norme costituzionali sovraordinate ad ogni altre (principio di eguaglianza, diritti di liberà e diritti sociali), ma soprattutto esse hanno imposto alla legislazione ordinaria limiti e vincoli di contenuto quali condizioni di validità delle leggi.
16 settembre 2018/da Luigi Somma

G. Agamben, Stato di eccezione, Bollati Boringhieri 2003.

La straordinaria attualità del saggio di Agamben, Stato di eccezione (2003), è propria di una visione che non può essere ridotta all’analogia con il singolo evento “eccezionale” di cui ci aggiornano con sempre maggiore frequenza le cronache dei media; essa riguarda, piuttosto, lo spirito di una intera epoca, di cui i singoli eventi non sono che manifestazioni contingenti. In particolare, a partire dalla prima guerra mondiale si è costituito «uno stato di eccezione permanente», poi diventata «una pratica corrente nelle democrazie europee».
14 settembre 2018/da Antonio Coratti

Proudhon e l’Italia: quarant’anni dopo Craxi

Sono trascorsi ormai quarant’anni da quando Bettino Craxi, in un celebre articolo, toglieva Marx e la sua interpretazione leninista ortodossa dal pantheon socialista e vi issava il socialista libertario Pierre-Joseph Proudhon. In quella strutturata dissertazione erano ben mimetizzati temi di una lotta politica, in primo luogo col Partito Comunista Italiano: distinguersi dal gigante rosso per sopravvivergli. Le parole d’ordine del PCI tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta non sono docili: fermezza, austerità, questione morale. È un partito che presente la fine del socialismo sovietico (la sua sopravvivenza quarantennale da partito democratico costituzionale ne è tra le prove più lampanti) e che ricolloca la propria alterità presidiando quasi spasmodicamente la propria integrità di unica sinistra possibile.
4 settembre 2018/da Domenico Bilotti

La sfida di un socialismo democratico per il XXI secolo

Il dibattito sulla crisi della sinistra è in corso da anni, così come da anni sono sotto gli occhi di tutti le tendenze che certificano questo declino, basti analizzare a questo proposito gli andamenti elettorali della maggior parte dei partiti socialisti e socialdemocratici europei degli ultimi anni. Tuttavia, quando si entra nel vivo del confronto attorno alla diagnosi di questa crisi e alle terapie per uscirne, emergono ancora letture contrastanti e dissensi di fondo, che investono la questione stessa del senso di una sinistra oggi: quale deve essere la sua funzione nelle società contemporanee, quali le pratiche che devono caratterizzarla, quali i suoi soggetti di riferimento, i suoi programmi, le strategie per invertire la rotta di questa parabola di declino.
30 agosto 2018/da Giorgio Fazio
Carica di più

Archivio Video