Il vero Ottantanove – Alle fonti dei «diritti dell’uomo» e della «laicità»

All’interno di questa attitudine, riconosciuta tale anche da Michel Foucault, esistono sempre tre «sfere» della libertà di coscienza dell’individuo, piuttosto che le due tradizionalmente riconosciute: 1 / la «temporale», legata alla storia, e 2/ la «spirituale», legata alle convinzioni metafisiche di appartenenza (comunitaria) di ciascuno, alle credenze. La terza sfera, la più importante, è 3/ «la sfera privata e personale che l’individuo è il solo a gestire, senza che nessuno vi trovi niente da ridire». Il problema della laicità si connette all’esercizio e all’attività di questa terza sfera. Come dunque la sfera dell’intimità personale del credere, che non si può aggirare, può costituirsi, senza venire schiacciata dalle altre due, in un ambiente geo-storico dato?
31 maggio 2018/da Paolo Quintili

La popolocrazia e l’ossimoro di un populismo di sinistra

Pochi sono i concetti politici che, al pari della locuzione di populismo, sono al tempo stesso ricusati come schemi-contenitori fluidi e multiuso (da molti studiosi giudicati persino tendenziosi nella loro formulazione), e nondimeno vengono utilizzati come insurrogabili strumenti di indagine. Accanto a una copertura elastica, che abbraccia ogni fenomeno politico in apparenza eccentrico, il termine ha assunto una valenza assiologica, prevalentemente negativa. In molti casi rinvia ad una etero-definizione il cui intento è di norma quello di criticare, stigmatizzare gli altri indirizzi e movimenti in nome di una forma politica ritenuta altrimenti minata. Come ogni studio politico dedicato al populismo, anche quello di Ilvo Diamanti e Marc Lazar1 contiene una dimensione analitico-descrittiva e una apertura verso asserzioni di carattere più valutativo.
30 maggio 2018/da Redazione

Dalla lotta di classe alla class action: una sinistra per il 21° secolo

Il declino della sinistra non ha bisogno di illustrazioni, il suo rilancio sì. La letteratura sul primo è immensa, le idee per il secondo scarseggiano. Quindi conviene accennare qualcosa sul declino e concentrare l'attenzione sul rilancio. Sul declino mi limito a citare un fattore sociale, oggettivo ed uno soggettivo, legato agli errori della sinistra democratica. Il fattore oggettivo è la frammentazione della base sociale della sinistra nel tardo 20° secolo.
29 maggio 2018/da Redazione

Politica, etica, autenticità

Sinistra e politica sono termini quasi sovrapponibili. Se rivolgiamo il nostro sguardo alla storia d’Europa, le forze della sinistra progressista sono sempre state caratterizzate da un’istanza di allargamento dei diritti politici, e al tempo stesso di valorizzazione delle istanze stesse della partecipazione democratica sulle esigenze di controllo sociale pretese dalla struttura economica dominante. La sinistra è dunque sempre stata interprete di un diverso bilanciamento, nell’antagonismo tra amministrazione proprietaria e partecipazione democratica, a vantaggio di questa. Ciò non vuol dire che la sinistra abbia inteso esprimere posizioni antieconomiche o extraeconomiche. Oggi il riformismo è l’idea stessa di amministrazione, finalizzata alla conservazione, dello sviluppo liberista, che in certe fasi è richiamato a correggere alcune sue storture. Ma il meccanismo implicito al capitale, e con esso il quadro assiologico che ne deriva, è tenuto vivo.
27 maggio 2018/da Redazione

Il fondamento etico

Non esiste un’idea di cambiamento sociale che non abbia provato a esplicitare la propria – talvolta completamente implicita – struttura categoriale. L’ideologia politica non è solo il risultato di un’analisi dei rapporti sociali, generato da ponderate letture storiche ed economiche. La teoria politica che accompagna l’azione riposa su una visione dell’uomo, della natura e del senso dell’essere, più o meno emersa. L’ideale socialista, più d’ogni altra visione/azione nel teatro politico mondiale, ha cercato e cerca, in maniera tormentata, un quadro sistematico (sia esso materialistico o provvidenzialistico) in grado di irrobustire le ragioni dell’azione politica.
25 maggio 2018/da Redazione

I conformisti dei nostri tempi: sul modo d’essere e di vivere della maggioranza

In un universo culturale in cui tutti cercano di distinguersi, di apparire diversi, unici e originali esistono ancora i conformisti? Sì, e in gran quantità dato che costituiscono la maggioranza degli appartenenti a ogni società, compresa la nostra. Le società cosiddette avanzate però sono estremamente complesse, pertanto su un tema come il conformismo le risposte non possono limitarsi a secche alternative. Occorre ragionare, argomentare basandosi essenzialmente sull’osservazione diretta della vita quotidiana, un’osservazione che mi ha portato a dirigere lo sguardo sociologico sulle persone che frequentano quei luoghi più di recente diventati parte rilevante del sociale, fino ad assumere loro stessi un significato simbolico, non tanto utilitaristico quanto identitario: dal mercato rionale all’aeroporto, dalle boutique ai centri commerciali, dagli studenti dell’università ai circoli del tennis, dalle palestre ai centri estetici, dai luoghi della movida alle spiagge.
23 maggio 2018/da Redazione
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