Laicità e diritti civili

di Gianfranco Macrì e Antonio Cecere

Si tratta di uno spazio aperto di confronto e interazione dove praticare l’esercizio del linguaggio dei diritti, vecchi e nuovi, sia nella dimensione individuale che sociale. Dove l’ethos comune è rappresentato dall’adesione ai principi dello «Stato costituzionale», all’interno del quale contano le istanze, ideali e materiali, espressive delle numerose e mutevoli dinamiche presenti nello spazio pubblico. L’obiettivo è contribuire alla comprensione del pluralismo culturale con spirito nuovo, distinguendo la sfera delle convinzioni e delle fedi, che afferisce alla dimensione privata, dalle incertezze che animano i rapporti civili.

Forse la Cina ha ucciso un nobel, ma l’occidente rischia di farne solo un soprammobile

Tutta la vicenda umana, politica e culturale di Liu Xiaobo può essere retrospettivamente riletta nel rapporto tra la cultura cinese e il modello statunitense. Tenzone forse mai espressamente dichiarata, eppure sotto pelle palpitante, come se la vera transizione istituzionale del governo di Pechino si fosse già esaurita. Dalla via cinese (e maoista) al socialismo sovietico alla via cinese (popolare, nazionale, monopartito e carente di legislazione sociale) al capitalismo americano. Liu Xiaobo è l’intellettuale moderato che vuole l’ancoraggio del suo Paese al treno dei diritti politici intesi all’occidentale.

Perchè se tradiamo l’abolizionismo penale cade la democrazia laica

La norma penale ha sempre avuto una duplice proiezione nella rappresentazione collettiva. Da un lato, essa è lo strumento del controllo, che attraverso la sanzione mira a reprimere il reo e nondimeno a suscitare la riprovazione dei consociati anche in funzione preventiva. D’altra parte, la norma penale è sempre stata, persino nello Stato liberale che […]

La religione della libertà. Riflessioni su Carlo Azeglio Ciampi

Il saggio analizza alcuni tratti del pensiero e dell’azione di Carlo Azeglio Ciampi, recentemente scomparso. E lo fa rileggendo alcuni passaggi della sua tesi di laurea sulla libertà di religione. Attento osservatore, e partecipe impegnato, della nuova Italia dopo la tragedia della guerra e del fascismo, egli è stato un protagonista di prima grandezza della costruzione di una politica aperta e pluralista, funzionale alla (ancora attesa!) affermazione oggettiva di una laicità moderna.

Multiculturalismo e dialogo interreligioso Brevi considerazioni di natura giuridica

Una delle problematiche del tempo presente è quella della convivenza nello spazio pubblico di culture religiose diverse. Occorre chiedersi cosa la politica è disposta a fare e quanto il diritto (come prodotto della prima) è in grado di allestire in termini di giusta e coerente affermazione di una legalità costituzionale di matrice europea.

Dis-integrazione europea, dalla piramide alla rete

Dopo aver passato in rassegna le frequenti derive antidemocratiche di cui è stata protagonista l’UE, il contributo non esita a prendere radicalmente posizione contro un’Unione così come si è venuta delineando storicamente ma, ciononostante, non rinuncia al progetto europeo.
La proposta dell’Autore, pertanto, in controtendenza rispetto al pensiero più diffuso, si pronuncia per un’UE impostata in maniera orizzontale, non più verticistico-piramidale. Di quest’ultimo modello, ormai inviso a tanta parte dei popoli d’Europa, l’autore propone una rapida quanto inesorabile dis-integrazione.

Secolarizzazione: la (non) eccezionalità degli Stati Uniti dal punto di vista del rapporto individuo/sistema religioso

Il presente saggio mira a relativizzare l’idea di una eccezionalità del caso statunitense nella storia mondiale in rapporto al fenomeno della secolarizzazione. Al contempo sostiene l’ipotesi che sia in realtà l’Europa Occidentale a costituire un eccezione geografica rispetto alla maggior parte del mondo caratterizzata invece dall’esplosione di fervidi movimenti religiosi.

Attenzione al medico: il diritto dei tribunali è malato

Negli ultimi decenni è certamente più visibile la crisi di legittimazione del potere legislativo che non riesce a produrre buona “normazione”, destinando a settori altri dell’esperienza giuridica il ruolo e il compito di risolvere i problemi. Questo saggio analizza il delicato equilibrio tra i diversi poteri dello Stato nella stretta attualità.

Il futuro della libertà religiosa: brevi note in tema di questione islamica e laicità dello spazio pubblico

La “questione” islamica rappresenta una grande occasione per ridiscutere i fondamenti della libertà religiosa in Italia e in Europa. ovviamente cielo chi la pensa diversamente e vede nella religione praticata dai musulmani un pericolo per la cristianità e l’occidente. Dal nostro punto di vista (di chi vede “vantaggi” nel perimetro dell’interculturalità) sarà importante verificare nel prossimo futuro come il diritto (e la politica) sapranno reagire di fronte a questa “novità” e quale assetto ne scaturirà affinché la religiosità, come fatto sociale, possa affermare la sua portata espansiva della personalità umana.

Quando il governo senza pluralismo attacca la libertà religiosa

In questo saggio l’autore mette in evidenza la complessa tematica del pluralismo del discorso politico nella difficile stagione dei malintesi su libertà politiche e religioni.

Il futuro della libertà religiosa

Oggi la libertà religiosa si presenta come un “circuito” di regole sempre più determinate dalla interconnessione tra livelli politico-ordinamentali diversi (dalla dimensione locale a quella globale). Il futuro della libertà religiosa (o “delle” libertà religiose) è “appeso” al grado di massima integrazione tra sistemi di regole “multilivello” la cui caratteristica non potrà non essere quella della “apertura” e della flessibilità.

L’Oltre e il suo contenuto. Note su Pietro Ingrao e il diritto

Questo saggio ci invita a rileggere Ingrao perché nel libro che viene recensito si raccontano le idee che non ebbero la forza (e, più probabilmente, la consapevolezza) di divenire policies. A ben vedere, a questo “oltre possibile” è mancata soprattutto una cosa: la relazione qualificata col diritto. Non esiste istanza di riforma che possa divenire diritto vivente e pratica quotidiana in assenza di un robusto radicamento nel metodo della legislazione. Quella che si vuole cambiare e quella che si vuole preservare.

Recensione al volume di L.Ventura, “Il diritto di resistenza”

Il volume di Luigi Ventura, “Il diritto di resistenza” (pubblicato per i tipi di Rubbettino, Soveria Mannelli, nel 2014), è sostanzialmente percorso da una domanda che sorge spontanea leggendo le diverse traduzioni del testo di Curtis: cosa può fare il cittadino quando il potere agisce contro la stessa legge di uno Stato di diritto? Come può combattere?