Doveri e fedeltà nell’Italia di oggi: miraggi, farse e prospettive

 di
Domenico Bilotti
Recensione al libro di Alessandro Morelli,…
16 ottobre 2014/da Domenico Bilotti

Rousseau, il giusnaturalismo e gli esiti estremi della critica “liberale”

A partire da Constant, la critica liberale a Rousseau si accanisce a mostrarne i tratti di “collettivismo” e di “totalitarismo”. Il punto estremo di questa vicenda può essere colto in un libello, qui sottoposto a esame, del noto studioso dell’illuminismo Lester G. Crocker, che giunge a giudicare la Rivoluzione francese un episodio di fanatismo e trova del tutto “squilibrata” la mente Rousseau del quale questo scritto propone un’interpretazione “sobria”.
30 luglio 2014/da Mario Reale

Sul Rousseau politico e sul Rousseau à part entière

Che rapporto c’è tra gli scritti specificamente politici di Rousseau e le altre sue opere? E gli stessi contributi politici sono posti in un segno unitario, o riflettono interessi disparati? Le due questioni convergono nella classica domanda sull’”unità” del pensiero di Rousseau. Il presente contributo, mentre esamina le possibilità della politica come chiave centrale per la comprensione dell’opera di Rousseau, lavora sul significato della relazione mediata della politica con altre opere.
22 giugno 2014/da Mario Reale

La filosofia delle donne: uguaglianza, differenza, in-differenza

Quello contro la donna è il pregiudizio più antico, trasversale e radicale della storia umana.
La maledizione dell'essere femminile ha messo d'accordo i pensatori più diversi, le correnti più lontane fra loro. In questo articolo si tenta di ricostruire sinteticamente la portata di questo fenomeno secolare, individuando le le radizi possibili di un femminismo del XXI secolo.
5 maggio 2014/da Paolo Ercolani

Martin Heidegger e il nostro tempo

di
Francesca Brencio

Numquam se plus agere quam nihil cum…
29 aprile 2014/da Francesca Brencio

La metamorfosi del signor P(otere)

Parafrasando un celebre frammento di Eraclito, in cui il grande filosofo antico si riferiva alla natura, potremmo dire che l’epoca della società in rete, o della globalizzazione, è quella in cui il Potere ha subito una trasformazione tanto poco percettibile quanto sostanziale e profonda: siamo infatti passati dal Potere che nasconde, censura, manipola o coarta il flusso delle informazioni (o disinformazioni), a quello che ama nascondersi, trasfigurare i propri meccanismi di funzionamento e influenza, mascherare i luoghi del proprio abitare e operare. Lo scopo è sempre lo stesso, la perpetuazione del Potere stesso, ma le modalità mutate debbono indurre a più di una riflessione.
28 aprile 2014/da Paolo Ercolani