Pubblicati da Domenico Bilotti

COSTITUZIONI AL FUTURO. NOI E L’ISLAM: LA SFIDA DELLE PROSSIME GENERAZIONI

Il dibattito sulla struttura istituzionale dell’Islam e sulla sua presunta incompatibilità con le regole di un ordinamento democratico-costituzionale è spesso dimentico dei dati giuridici di base. Si tratta di un limite prospettico che trasforma in mere esercitazioni stilistiche tanto le perorazioni dei sostenitori di una piena e irenica integrazione quanto gli strali degli ostili e dei detrattori.

J. Kristeva, Simone de Beauvoir. La rivoluzione del femminile, Donzelli 2018.

Continua a produrre pensiero la scrittrice francese di origine bulgara, Julia Kristeva. Un pensiero solido, autorevole, anticonvenzionale. Laddove il dibattito sul femminismo, nel diritto e nella cultura, sembra oggi sradicato dalla carne delle sue lotte reali nella storia del continente, ecco la Kristeva regalare una riflessione di brevi pennellate e saggi veloci, confluiti in Italia, per i tipi di Donzelli (Roma, 2018), in “Simone de Beauvoir. La rivoluzione del femminile”. Il rischio metodologico della cultura accademica – e di quella militante – in materia di femminismo è esattamente quello di confinarne genesi e sviluppo nella riflessione nord-americana e anglosassone, come se i codici di quel femminismo critico fossero gli unici oggi servibili nel ricomprendere e abbattere il patriarcato.

Laicità, Europa, Mezzogiorno, Socialismo. A partire dall’attualità di Francesco De Martino

Questo articolo ci ricorda che la battaglia per la libertà di coscienza all’interno dei partiti e a favore della democraticità della loro struttura non è finita, anzi, per quanto apparentemente obliata, essa ci è resa urgente dalla campagna elettorale presente. Grazie alla ricostruzione del profilo politico di De Maritino, l’autore riesce a mettere a fuoco le peculiarità delle lotte per i diritti nel Mezzogiorno e ci consente di guardare al dibattito politico odierno consapevoli di un progressivo scadimento del discorso pubblico e di un impoverimento anche grave del linguaggio politico corrente.

TRA IL DIRITTO SECOLARE E LA FILOSOFIA POLITICA LAICA: COSTITUZIONALISMO E CULTURA NELLA TUNISIA ODIERNA

Il diritto civile tunisino, in molti campi (dalla prospettiva laburista a quella commerciale, dalla famiglia alle successioni), è stato capofila della transizione maghrebina ed è patrimonio di conquiste sociali. La rivoluzione del gelsomino, proficua infiorescenza delle primavere arabe, anche di quelle che si sono chiuse con “l’inverno del nostro scontento”, è da difendere nella sua scaturigine primigenia di presidio e difesa della libertà e della dignità umane.

IL CORANO NELL’EPICA LAICA DELLE FONTI DEL DIRITTO

Ben oltre i riti di addestramento in ciò che resta dell’Islamic State e le complicate strategie di pubblica sicurezza che pretendono di assicurare l’ordine alle nostre latitudini, il fondamentalismo si nutre, molto più crudelmente e molto più banalmente, della negazione di ogni filtro critico nel rapporto tra fede individuale e imposizioni altrui di matrice religiosa.
Spogliato dalle contrapposizioni che sembra suggerirci l’attualità internazionale, il Corano ritorna all’opposto alla sua essenza di scrittura sacra e cogente che non è affatto muta per gli osservatori laici.
Sarebbe forse superficiale negare la rincorsa all’interpretazione letterale che anima le tendenze più restrittive nel diritto islamico. È certamente criminale che una sola uniforme (di sopraffazione, eteronomia e propaganda) possa di colpo vestire tutte le sensibilità che albergano in una cultura composita, dinamica e coinvolta quanto la nostra nella rapida mutazione delle strutture sociali, politiche, strategiche, economiche. La lotta per l’interpretazione del Corano precede di gran lunga i conflitti volti a instaurare la sua imposizione.

Forse la Cina ha ucciso un nobel, ma l’occidente rischia di farne solo un soprammobile

Tutta la vicenda umana, politica e culturale di Liu Xiaobo può essere retrospettivamente riletta nel rapporto tra la cultura cinese e il modello statunitense. Tenzone forse mai espressamente dichiarata, eppure sotto pelle palpitante, come se la vera transizione istituzionale del governo di Pechino si fosse già esaurita. Dalla via cinese (e maoista) al socialismo sovietico alla via cinese (popolare, nazionale, monopartito e carente di legislazione sociale) al capitalismo americano. Liu Xiaobo è l’intellettuale moderato che vuole l’ancoraggio del suo Paese al treno dei diritti politici intesi all’occidentale.

Perchè se tradiamo l’abolizionismo penale cade la democrazia laica

La norma penale ha sempre avuto una duplice proiezione nella rappresentazione collettiva. Da un lato, essa è lo strumento del controllo, che attraverso la sanzione mira a reprimere il reo e nondimeno a suscitare la riprovazione dei consociati anche in funzione preventiva. D’altra parte, la norma penale è sempre stata, persino nello Stato liberale che […]